Mafia, Riina junior in "colonia di lavoro": trasferito da Padova a Chieti

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Dopo la revoca della libertà vigilata disposta dal Tribunale di sorveglianza, il figlio dello scomparso boss di Cosa nostra martedì ha lasciato la città veneta per raggiungere oggi la casa circondariale di via Torre Sinello, dove dovrà trascorrere un anno nella sezione lavoro. Condannato per associazione mafiosa a 8 anni e 10 mesi, Riina viveva in Veneto dal 2012, dove si trovava in libertà vigilata e dove svolgeva attività di volontariato in una comunità che aiuta le persone in difficoltà in regime di sorveglianza speciale. Alla fine la relazione della Polizia non ha lasciato dubbi al Tribunale sulla "pericolosità sociale" del figlio di Totò 'u curtu'.

Il figlio del "capo dei capi" è considerato ancora socialmente pericoloso dalla Direzione distrettuale antimafia dopo che, tra il settembre 2016 e il maggio di quest'anno, è stato scoperto più volte acquistare cocaina da due spacciatori nigeriani nel quartiere dell'Arcella di sera, nella fascia oraria tra le 22 e le 7. Da qui, dopo gli adempimenti legati alla nuova misura di sicurezza, è stato preso in consegna dagli agenti ed ha cominciato il viaggio verso Vasto.

Riina jr, sentito dagli inquirenti, ha giustificato con la tardiva ammissione di essere stato un tossicodipendente. "Se obiettivamente si deve prendere atto di un percorso di autocritica di Riina, quanto meno limitato alla propria condotta di vita durante l'esecuzione della misura di sicurezza, - scrive il giudice - non si possono non sottolineare la tardività dell'ammissione di responsabilità, i limiti del riconoscimento delle violazioni e il perdurante atteggiamento di mancanza di lealtà nei confronti degli operatori che l'hanno seguito nel corso della misura". Per questo il giudice ha deciso di rinchiuderlo per un anno, il minimo previsto dalla legge.