Emiliano, Calenda, Melucci, rissa sul piano ambientale dell'Ilva di Taranto

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Il ricorso al Tar della Regione Puglia e del Comune di Taranto è "un atto gravissimo e irresponsabile" che rischia di vanificare gli sforzi fatti nel corso del confronto sul piano industriale sul piano ambientale dell'Ilva.

Nubi sull'Ilva di Taranto: "stamani il ministro dello Sviluppo Economico minaccia: "'dagli Enti locali c'è una gestione schizofrenica, ma si sappia, se Regione e Comune usano tutti i mezzi necessari per far saltare l'Ilva, l'Ilva salta".

In questi anni, prosegue Bellanova, "abbiamo sempre ribadito, con atti inequivocabili e sfidando i decenni alle nostre spalle caratterizzati da enorme distrazione se non altrettanta connivenza, come questione ambientale, tutela della salute, tutela occupazionale avessero uguale priorità e uguale centralità". Consente all'Ilva, lamentano, di proseguire sino al 23 agosto 2023 l'attivita' siderurgica nelle stesse condizioni illegittime, "e non più ambientalmente sostenibili, addirittura precedenti alla prima Aia, nonché' alle Bat (Best available techniques) per la produzione di ferro e acciaio pubblicate nel 2012". Subito il ministro aveva replicato sostenendo che l'iniziativa "mette a rischio l'intera operazione di cessione e gli interventi a favore dell'ambiente".

"Le organizzazioni sindacali hanno chiesto di avere il materiale cartaceo per approfondire e ho dato disponibilità a farlo" ha aggiunto spiegando che i commissari oggi hanno incontrato anche la società a cui era già stato affidato il progetto di copertura parchi, la Cimolai". "Caro sindaco - si sfoga un genitore su Facebook - se i giorni di wind day dovessero essere due o tre al mese lei ci fa rimanere i bambini a casa? Governo e parti sociali si sono impegnati per il miglior piano possibile con l'obiettivo di salvaguardare ambiente e posti di lavoro".

"La scelta del Governatore della Puglia, Michele Emiliano di ricorrere al TAR è da irresponsabili", ha dichiarato il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli. "Il Governo peraltro ha totalmente ignorato le osservazioni della Regione Puglia formalmente presentate nell'ambito del procedimento concluso con il DPCM impugnato, senza alcuna giustificazione, agendo in violazione dei più elementari principi di pubblicità, trasparenza e imparzialità e in spregio al dovere di leale collaborazione istituzionale che dovrebbe ispirare il comportamento della Pubblica Amministrazione". Oggi ha deciso di buttare la palla in tribuna a danno di ambiente, occupazione e sviluppo.