Glifosato vietato?/ Oggi decisione UE sull'erbicida "cancerogeno": proroga di 5 anni?

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Oltre all'Italia, hanno votato contro: Belgio, Grecia, Francia, Ungheria, Cipro, Malta, Lussemburgo e Lettonia, mentre il Portogallo si è astenuto. Nell'ultima sessione utile per raggiungere una maggioranza qualificata, i tecnici espressione dei governi hanno superato l'impasse che negli ultimi mesi aveva sempre causato rinvii della decisione cruciale.

Durante il voto numerose associazioni ambientaliste hanno protestato a Bruxelles davanti al quartier generale della Commissione europea. A favore della proroga per 5 ani hanno votato anche quasi tutti i paesi dell'Est.

"Il voto è un regalo alle multinazionali agrochimiche, a scapito di salute e ambiente". Bene comunque il voto contrario dell'Italia che ha dimostrato nuovamente di dare priorità alla tutela delle persone, e non al fatturato di chi produce e commercia il glifosato'. "La proposta della Commissione Ue - ha proseguito Ferrario - è basata su una dubbia valutazione del rischio sul glifosato, che afferma che non vi sono prove sufficienti su un legame della sostanza al rischio di cancro, nonostante l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) lo abbia classificato come 'probabilmente cancerogeno' per le persone".

Lunedì 27 si riunisce il Comitato d'appello che dovrà decidere sul rinnovo o meno dell'autorizzazione all'uso del glifosato in Europa. In Italia resta il divieto di utilizzo del glifosato, ricorda la Coldiretti, nelle aree frequentate dalla popolazione o da "gruppi vulnerabili" come bambini o nei pressi di strutture sanitarie stabilito da un decreto in vigore dall'agosto del 2016.

"Vota a favore anche Germania, in attesa di responso sulla fusione Bayer-Monsanto: almeno altri 5 anni di farmaci e pesticidi a braccetto!" ha twittato Piernicola Pedicini, europarlamentare 5Stelle che si è speso molto in questa lunga battaglia europea.

Anche Slowfood ha espresso il suo dissenso sulla scelta.

Contraria alla decisione la Francia di Emmanuel Macron.

In Svizzera sono stati presentati i primi risultati di uno studio realizzato dalla Confederazione, dal quale emerge che circa il 40% delle derrate alimentari presenta tracce quantificabili dell'erbicida. Così la Cia-Agricoltori Italiani, spiegando che si è tenuto conto dei pareri degli organi scientifici competenti in materia.L'agricoltura italiana è attenta alla produzione sostenibile e alla salute pubblica. "Senza il rinnovo al glifosato giunto oggi dall'Europa, le nostre imprese avrebbero dovuto ricorrere in tempi rapidi a prodotti alternativi, con un aumento dei costi e una riduzione delle rese".