Vaccini: oggi udienza Consulta su ricorso Veneto contro decreto obbligatorietà

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Lo sottolinea la Consulta, spiegando perché ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità sollevate dalla Regione Veneto sul decreto vaccini. "Infine, la mancata vaccinazione - ricorda ancora la Corte - non comporta l'esclusione dalla scuola dell'obbligo dei minori, che saranno di norma inseriti in classi in cui gli altri alunni sono vaccinati". Lo ha stabilito la Corte Costituzionale che ha respinto i ricorsi presentati dalla Regione Veneto. La questione è quella degli adempimenti vaccinali "per l'iscrizione ai servizi educativi per l'infanzia, alle istituzioni del sistema nazionale di istruzione, ai centri di formazione professionale regionale e alle scuole private non paritarie". Una prima risposta al Veneto era arrivata a fine settembre dal Consiglio di Stato, che indicava come la copertura vaccinale "è sicuramente interesse primario della collettività" e "la sua obbligatorietà può essere imposta ai cittadini dalla legge, con sanzioni proporzionate e forme di coazione indiretta". Disposizioni che introducono quale condizione per l'iscrizione scolastica tra 0 e 16 anni l'obbligo di vaccino gratuito contro polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, rosolia, parotite e varicella. La Regione guidata da Luca Zaia è stata però l'unica ad aver impugnato la legge sull'obbligo vaccinale.

Non viola i principi costituzionali il decreto, varato dal Governo la scorsa estate, sull'obbligatorietà dei vaccini.

La Corte ieri aveva deciso di non ammettere nel giudizio le associazioni Codacons, Articolo 32-Associazione italiana per i diritti del malato, Associazione malati emotrasfusi e vaccinati e Aggregazione veneta che avevano chiesto di intervenire a sostegno dei ricorsi della Regione Veneto.