Tari, come ottenere il rimborso

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Il chiarimento, afferma una nota del Mef, "si è reso necessario a seguito del calcolo che alcuni Comuni hanno adottato".

Una modalità che ha permesso di calcolare importi decisamente più elevati rispetto a quelli che sarebbero risultati applicando la quota variabile correttamente.

La quota variabile della Tari va infatti applicata una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica. Quindi, la quota fissa di ciascuna utenza domestica deve essere calcolata moltiplicando la superficie dell'alloggio sommata a quella delle relative pertinenze per la tariffa unitaria corrispondente al numero degli occupanti dell'utenza stessa, mentre la quota variabile è costituita da un valore assoluto, vale a dire da un importo rapportato al numero degli occupanti che "non va moltiplicato per i metri quadrati dell'utenza e va sommato come tale alla parte fissa".

"Con riferimento alle pertinenze dell'abitazione, appare corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica". Per 'superficie totale dell'utenza domestica' si intende la somma dei metri quadri dell'abitazione e delle relative pertinenze, precisa il ministero. Un errore che stride con le normative nazionali. Spesso invece è accaduto che il calcolo della parte variabile della Tari sia stato effettuato tenendo conto solo del numero di componenti del nucleo familiare senza un "peso" reale di rifiuti indifferenziati a persona. Secondo Aduc, l'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, "la circolare ministeriale in verità non serviva perché i rimborsi sono già previsti e disciplinati dalla legge (art. 1, comma 164 legge 296 del 2006): si presenta istanza di rimborso entro 5 anni dal pagamento, il Comune ha 90 giorni di tempo per rispondere e 180 per pagare".

"Ribadito l'ovvio, la circolare, a ben vedere, aggiunge qualcosa e chiarisce ai cittadini che non possono limitarsi a chiedere il rimborso della Tari pagata indebitamente ma devono anche indicare l'importo esatto del rimborso richiesto". Sulla tassa dei rifiuti "gonfiata" sono arrivate le precisazioni del caso e soprattutto le indicazioni del Tesoro su come ottenere i rimborsi: chi si è visto aumentare illegittimamente le tariffe (chi abita in case con più di una pertinenza, cioè garage, cantine, box) potrà chiedere il rimborso a partire dal 2014, l'anno in cui è stata introdotta la Tari. Se la risposta del Comune è negativa, si hanno sessanta giorni di tempo per agire in Commissione tributaria e impugnare la risposta dell'amministrazione.