Malagò: "Tavecchio dimesso? Non ci voleva scienziato. Mercoledì Figc commissariata"

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A stretto giro arriva la risposta della Federcalcio: "Carlo Tavecchio non si presenterà dimissionario al consiglio federale della Figc in programma domani".

QUALI PROBLEMI? C'è un discorso di riforma dei campionati: ad esempio, abbiamo più squadre professionistiche della Germania.

Sa quando è stata l'ultima vittoria italiana? Chiunque si rende conto che non è il presidente di una federazione che calcia in campo, qui però c'è una vicenda che trasferisce la responsabilità dall soggettività all'oggettività: "quando Conte decise di lasciare la Naizonale per andare al Chelsea, si pose il problema di chi potesse traghettare la Nazionale fino ai Mondiali". Se farei il commissario? E qui, Malagò rivela un retroscena inedito: "Si pensò a Donadoni, parlai direttamente con il presidente Saputo, ma era sotto contratto con il Bologna e non si poteva fare". In quel frangente ci siamo sentiti con Tavecchio, e c'era l'ipotesi di Marcello Lippi che aveva fatto trapelare l'idea di voler tornare dalla Cina. Lo incontrammo, fu chiaro ma disse che non voleva fare il ct ma dare una mano al settore tecnico delle squadre nazionali, per costruire una crescita dell'intero movimento. Lippi ritornò e disse che la scelta migliore era Ventura, quello con cui sentiva di potersi confrontare e lavorare perfettamente. "Tavecchio era anche molto preoccupato delle richieste economiche di Lippi". E senza voler mancare di rispetto alla Svezia ci è andata anche piuttosto bene, potevano capitarci Croazia o Svizzera o, come sembrava ad un certo punto, anche il Portogallo [in realtà no: erano teste di serie come l'Italia]. "Quest'ultimo firmò e dopo 10 giorni si bloccò, a causa di una norma, quella di Lippi che doveva interfacciarsi con lo stesso Ventura". C'è un problema di economia, di diritti televisivi, di depressione generale.