Totò Riina: messaggio mafioso anche dopo la sua morte

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A fugare ogni dubbio sul significato dell'immagine, anche la scritta 'shhh.' in bella evidenza, sul dorso del dito. Pochi invece, per adesso, i commenti: "Mi unisco al vostro dolore", scrive uno; "è un giorno molto triste", fa eco un altro.

"Cosa nostra attraversa una fase di transizionein attesa del rinnovamento della leadership e degli organi decisionali - è il dato emerso dalla riunione - processo che si concluderà nel momento in cui si sarà dotata di un vertice, riconosciuto da tutte le famiglie e di una nuova strategia condivisa". In seguito Ciavarello aveva attaccato "gente di legge e giornalisti accaniti contro di noi'". "E' una notizia totalmente falsa - aveva postato Maria Concetta, precisando che la madre non era in casa - e chi scrive queste cose infangando il paese, dovrebbe solo vergognarsi". Nel sottotitolo è spiegato che "a luglio aveva chiesto di essere rilasciato dalla prigione sulla base di una grave malattia, ma gli era stato negato dopo che era stato sentito in un'intercettazione dire: 'non mi pento di nulla'".

Riina era stato operato due volte nelle scorse settimane e, dopo l'ultimo intervento, era entrato in coma. Nonostante la detenzione al 41 bis da ormai ventiquattro anni, Riina era considerato dagli inquirenti ancora il Capo di Cosa Nostra.

Tanto da indurre i suoi legali a chiedere un differimento di pena proprio per motivi di salute.

"Le morti non suscitano mai entusiasmo certamente - ha detto Pippo Cipriani - però si capisce che va via una parte importante e pesante della storia di questa città e non solo, atteso che mai nel tempo Rina ha mostrato segni di cedimento, attenzione per le vittime, ripensamento rispetto al male fatto alla città, a se stesso, alla comunità".

Quando è stato chiaro che le sue condizioni di vita erano disperate, in ministro della Giustizia ha concesso ai familiari un incontro straordinario con il boss.