Saluto romano dopo gol a Marzabotto: giocatore sospeso

Regolare Commento Stampare

È successo domenica 12 novembre, quando un giocatore del Futa 65 ha segnato il gol-vittoria contro la formazione di casa (campionato di Seconda categoria) per poi dirigersi verso gli spalti con il braccio destro teso nel saluto fascista, togliendosi la maglietta da gioco per mostrare il simbolo dell'aquila della Repubblica Sociale Italiana.

"La mia morosa e mio padre che erano in tribuna". Ho lasciato passare un terribile messaggio di cui, ribadisco, sono totalmente pentito e dispiaciuto. "Lo sport deve educare ai valori della Costituzione - ha dichiarato in un comunicato il sindaco della città Romano Franchi - È un atto premeditato che non giustifica nessuna ragione". Questa amministrazione comunale - ha annunciato il sindaco - procedera' per le vie legali per chiedere l'applicazione delle leggi esistenti che puniscono il reato di apologia al fascismo. Lo sport, soprattutto ai livelli locali, deve essere strumento di crescita umana ed educazione civica e non deve copiare i peggiori esempi che accadono negli stadi a livello nazionale. Anche l'Anpi condanna l'episodio sottolineando: "Il fascismo è un reato, non una semplice opinione, chiediamo alla società calcistica e all'atleta di venire al Sacrario dei Caduti e chiedere pubblicamente scusa". Il calciatore, Eugenio Maria Luppi, sulla stessa pagina si è poi scusato. Ribadendo "l'estraneità al fatto, la società comunica inoltre che il calciatore in questione è gia stato sospeso dall'attività agonistica e verrà multato secondo il regolamento interno vigente".

Un gesto sconsiderato e vergognoso, compiuto per di più sul campo da calcio di Marzabotto, teatro delle stragi nazi-fasciste dell'autunno 1944.

Ma come, si è scusato con un post su Facebook. Tra il 29 settembre e il 5 ottobre furono comprovate 775 morti. Chissà se è a conoscenza del fatto storico, che di solito si apprende in età scolastica, che lì, a Monte Sole, per rappresaglia i nazisti uccisero ottocento persone inermi, donne, bambini e anziani: i partigiani li avevano ostacolati sulla linea gotica, da lì il tracimare d'odio che portò ad una delle stragi più efferate nel periodo della Resistenza. "Il Pd chiede quindi una punizione sportiva e civile esemplare, perché oltre alla grave violazione delle leggi, con questi gesti è stato umiliato e offeso l'intero territorio di Marzabotto, che degli orrori di quella ideologia è stato vittima". "È inaccettabile ciò che è avvenuto ieri durante una partita di calcio a Marzabotto, un luogo simbolo di un'immane tragedia che merita il rispetto della memoria".

E' vero che la sua ragazza era furente per questa sua iniziativa?