Anonymous s'impossessa dei dati di alcune istituzioni italiane

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Anonymous è tornato in Italia.

PS. I file pubblicati da Anonymous sul suo Blog provengono dalle caselle di posta elettronica di un dipendente della difesa e di un appartenente alla Polizia di Stato.

Cittadini, siamo lieti di annunciarvi, per il diritto della democrazia e della dignità dei popoli, che siamo in possesso di una lista di dati personali relativi al Ministero dell'Interno, al Ministero della Difesa, alla Marina Militare nonché di Palazzo Chigi e Parlamento Europeo. Il fascicolo è coordinato dal sostituto procuratore Eugenio Albamonte, lo stesso magistrato che ha scovato il presunto accesso abusivo ai sistemi informatici istituzionali da parte dell'ingegnere Giulio Occhionero.

Al momento pare siano stati diffusi soltanto una quarantina di documenti, ma secondo le parole dichiarate dai siti hacker questi potrebbero essere molto di più e potrebbero arrivare già nelle prossime ore. "Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, portali, documenti, verbali e molto altro". "Siamo in possesso di una notevole mole di materiale: ad esempio documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura; file riguardanti i Notav e i dissidenti; varie circolari ma anche numerose mail".

Nei documenti sono anche presenti le frequenze da usare per comunicare con il presidente Gentiloni durante i viaggi all'estero, oltre che dettagli estremamente riservati sulle attività della Digos durante le manifestazioni pubbliche, ma anche targhe di auto ed assicurazioni di servizio.

I documenti pubblicati dagli hacker, però, fanno chiaramente riferimento a fatti recenti - in uno scambio di battute i funzionari di palazzo Chigi e le autorità di sicurezza parlano dell'organizzazione dei sopralluoghi a Bologna per la visita del premier Paolo Gentiloni - e non elementi passati come spesso accade quando hacker pubblicano questo tipo di documenti.

Lo scopo è mettere in luce lo scarso livello di sicurezza informatica delle istituzioni italiane, i cui server sono apparentemente facili da violare.