Pensioni: Gentiloni,proposte per 300 mln

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L'Esecutivo ha avanzato un pacchetto di proposte articolato in sette punti con un impegno finanziario da 300 milioni di euro.

Non mancano i distinguo all'interno del fronte sindacale: più possibilista si mostra, infatti, la Cisl, rilevando anche gli aspetti "positivi" sul tavolo.

Governo e sindacati si rivedono sabato 18 novembre per l'incontro finale sul tema della previdenza.

Il tavolo tecnico tra Governo e sindacati sulle pensioni è stato aperto e pieno sostegno al lavoro dei rappresentanti delle confederazioni Roberto Ghiselli, Domenico Proietti e Gigi Petteni, nonché a Ivan Pedretti, Segretario generale dello Spi-Cgil, arriva da Orietta Armiliato, che sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social in un post scrive: "La condizione delle Donne sia lavorativa sia pensionistica deve evolversi: il lavoro di cura deve essere riconosciuto e valorizzato per noi, per le nostre figlie e per le figlie delle figlie, fino ad arrivare a che si chiuda la forbice che, per anni, ha determinato il discrimine fra generi". "Ci sono le condizioni per dare un messaggio positivo al Paese, mi auguro che si possano concretizzare", aveva premesso il premier Gentiloni aprendo il confronto. Così, mentre il premier parla di una proposta "innovativa sulla previdenza rispetto al punto di partenza", la Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) protesta e il segretario della Cgil Susanna Camusso dichiara che "le distanze sono ancora molto significative e le proposte fatte oggi non delineano una facile soluzione". Pronta eventualmente a valutare come proseguire la mobilitazione.

Alla Camusso ha fatto eco Carmelo Barbagallo.

I sindacati hanno chiesto al governo di mettere per iscritto, in maniera dettagliata, i testi e di rivedersi per una verifica complessiva, puntuale.

Riforma delle pensioni: nuovo incontro Governo. In pratica dopo i nuovi indirizzi del ministero del Lavoro potrebbero essere accettate circa 26.500 domande per l'Ape sociale (su 39.777 arrivate, il 75% delle 35.000 previste) e 20.000 per i lavoratori precoci (su 26.632 arrivate, l'80% delle 25.000 previste). Anche se l'Istituto precisa che il numero "sarà disponibile solo al termine dei riesami".

Il piano dell'Esecutivo è quello di far scendere da 36 a 30 anni il requisito contributivo per le attività gravose (le 11 categorie già fissate dall'Ape social, oltre ad agricoltori, parte dei siderurgici, marittimi e pescatori) con l'obiettivo di evitare l'innalzamento a 67 anni. Intanto la revisione del meccanismo di calcolo dell'aspettativa di vita sulla base della media e non delle differenze di picco.