Nazionale, Ventura alle Iene: 'Promette di dimettersi? Sì'

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Il futuro? "Con la Federazione ci confronteremo e valuteremo il da farsi".

"Assolutamente sì, chiedo scusa per il risultato". La nostra Nazionale, infatti, non potendo partecipare alla prossima rassegna iridata, non riuscirà a conquistare punti pesantissimi per il ranking (è proprio durante i Mondiali che si conquista il maggior numero di punti) e dunque precipiteremo nei bassifondi!

Si potrebbero dire tante altre cose, si potrebbe puntare il dito contro determinati giocatori, contro determinate persone, si potrebbero usare parole più forti, ma forse è meglio finirla così, con la speranza che rabbia, delusione e tutto quanto passi il prima possibile e con la speranza di aver finito con queste figure, perché tutto questo noi non ce lo meritiamo veramente. Ci è mancata l'energia e la lucidità per fare gol. "La partita di stasera ha dimostrato che non si è rotto niente in Spagna, ora l'unica cosa che posso fare è chiedere scusa agli italiani". Di chi la colpa? E così gli animi si sarebbero surriscaldati, con alcuni giocatori che avrebbero esplicitamente chiesto al ct di apportare alcuni correttivi tattici in vista del ritorno. Non succedeva da sessant'anni, che la Nazionale non riuscisse a qualificarsi.

Daniele De Rossi conferma: anche per lui l'avventura in azzurro finisce qui.

Aldilà di tutti i tatticismi che si possono discutere e delle scelte di Ventura e Tavecchio, della mancanza attuale di talenti nel nostro movimento sportivo o la presenza massiccia di stranieri nella nostra serie A.

"Ti prego, con educazione", così si è rivolto Ventura all'inviato che lo ha intercettato all'aeroporto e lo ha incalzato sull'ipotesi dimissioni. E' una mia parentesi che finisce, ma non potrei essere più orgoglioso dei compagni che ho visto. E nonostante ciò Ventura si è sempre nascosto dietro ad un bel gioco che, da settembre in avanti, non è mai esistito. Ventura ha battuto la strada degli stage e nel suo cammino ha anche trovato il coraggio di sminuire il lavoro dei predecessori Prandelli e Conte, quando disse: "Loro stavano tre minuti coi club, facevano due foto e se ne andavano, io ci ho lavorato giorno e notte".