Pirlo striglia Ventura: "Riduttivo attaccarsi all'arbitro. Verratti si è perso, lunedì Insigne…"

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MA QUALE PIRLO? - Grande tra i grandi, piccolo tra i piccoli.

E' sicuramente un momento delicatissimo per la nazionale e lo stesso Ventura.

Ha subìto un solo tiro in porta, l'Italia: quello di Johansson finito in rete per il tocco fatale di De Rossi: ed ha anche colpito un palo a portiere battuto con Darmian. La partita iniziava con i svedesi che attaccavano in modo arrembante senza lasciare respiro agli azzurri e con una certa aggressività che mettevano difficolta i difensori azzurri che da leoni che sembravano diventavano degli agnellini lamentosi. La palla scottava e non sapevamo come prenderla.

Superbia, o sottovalutazione di avversario e conseguenze: che poi è la stessa cosa. In questi anni in tanti, magari in assenza di altre argomentazioni, hanno voluto innescare paralleli che non stanno né in cielo né in terra, peraltro dipingendo un quadro che non rispondeva al reale e che tracciava un'ambizione decisamente più alta rispetto alle opportunità.

Obiettivo non impossibile, ma neanche facilissimo.

Cade nella trappola del ct svedese Andersson, l'Italia di Ventura. Nulla di tutto ciò: Immobile e Belotti, peraltro nessuno dei due al meglio delle rispettive condizioni, sono andati a sbattere contro il muro avversario fino a rendersi inoperosi. La Svezia replicava con un 4-4-2 scolastico e impreziosito quasi esclusivamente dalle giocate del talentino del Lipsia Forsberg. Ammonizione evitabile per l'ex Pescara, come immancabilmente gli capita, e diffida che si trasforma in squalifica. Al 6′ infatti Darmian dalla sinistra indovinava un cross perfetto per Belotti, che in sospensione colpiva di testa: palla fuori di pochissimo. La reazione azzurra dopo il gol svedese non è esaltante, l'unica occasione concreta è un tiro di Darmian dal limite dell'area che si è stampato sul palo al 70′.

E la Svezia? Qualche folata buona per eccitare un pubblico di poche pretese, un bel tiro di destro di Toivonen a lato e poco altro. Il giallo più pesante del primo tempo però è quello preso da Verratti, altro mistero: col Psg un grande centrocampista, con l'Italia una mezza cartuccia.

Nella ripresa partiva più determinata l'Italia: al 2′ un cross di Candreva mandava in confusione la difesa avversaria attraversando lo specchio della porta senza una deviazione.

ATTACCANTI INCOMPATIBILI - L'apnea iniziale è figlia della paura e sembra sentirlo Buffon che dice quanto bene ci farebbe sentire la pressione, ma è strano vedere come una squadra cui non manca l'esperienza sbagli invece l'approccio. All'8′ un'incursione di Parolo costringeva all'uscita Olsen. Il problema è altrove: Insigne entra in campo al posto di Verratti nel ruolo di Verratti.