Ostia: Roberto Spada interrogato

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Ad agire sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo e della compagnia di Ostia su impulso del pm Giovanni Musarò della Direzione distrettuale antimafia di Roma.

Il giornalista Daniele Piervincenzi si era recato davanti alla palestra gestita da Roberto Spada per chiedergli un commento sul suo sostegno a Casapound, adesione dichiarata sul suo profilo Facebook qualche giorno prima delle elezioni. Col giornalista preso a testate da Roberto Spada, che gli ha rotto il naso a testate, per poi inseguirlo brandendo un bastone.

I pm hanno aperto un fascicolo per lesioni e violenza privata aggravate dal metodo mafioso e dai futili motivi, proprio per le aggravanti dal metodo mafioso è scattato, giovedì sera, il fermo per Roberto Spada. La famiglia Spada è nota agli ambienti giudiziari e di polizia, dato che si tratta dell'omonimo clan che da quasi vent'anni controlla i traffici illeciti della zona.

Il secondo motivo procedurale che impedisce l'arresto immediato riguarda la flagranza del reato, in presenza cioè di forze dell'ordine.

E' quanto avrebbe detto Roberto Spada assieme al complice al reporter Rai e al video operatore durante l'aggressione. Secondo i magistrati che hanno indagato su di loro, la famiglia Spada si dedica a varie attività crimonose: estorce il pizzo ai commercianti e gestisce l'assegnazione delle case popolari. Sull'accaduto, Di Stefano ha chiarito: "Quella avvenuta contro il giornalista è stata una violenza deprecabile, assurda ma che non può essere imputata a CasaPound perché Roberto Spada non è un nostro iscritto o un nostro esponente". "Vi prendo la macchina e vedi che non la trovi più".

"A Ostia è prevista la manifestazione" Uniti per la legalità" indetta dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi.

Voto Ostia, Angeli: "La saldatura del clan Spada con Casapound è antica" Tra clan e politica la commistione non è di oggi, l'endorsement per il candidato di Casapound Luca Marsella rinsalda una nuova alleanza tra gli Spada e l'estrema destra li ha resi forti, nonostante le inchieste della Procura di Roma che hanno portato ad arresti e condanne in primo grado con l'aggravante del metodo mafioso.