Renzi riprende il treno e tira dritto. Stallo e tensione nel Pd

Regolare Commento Stampare

La stessa concitazione che si era verificata un'ora prima, questa volta al di fuori dalla stazione, dove ad attendere Renzi c'erano gli insorgenti, con in prima fila il leghista Nicola Lodi e, qualche metro più in là gli azzerati Carife.

Commentando infine l'esito del voto in Sicilia, Renzi ha detto che "le liste della sinistra radicale sono passate dal 6,5% delle scorse regionali al 5,3% di adesso, eleggendo un solo consigliere regionale". Tuttavia Salvini e Meloni, sanno che sbancare il tavolo la presenza del Cav. resta indispensabile. "Forse Renzi ha ancora bisogno di elaborare il lutto".

Matteo Renzi non si ferma alla cocente sconfitta siciliano e si dichiara pronto a discutere con "tutti, senza veti", ma non è disposto ad accettare che il veto sia posto su di lui.

Tutto questo gran dibattito già sapendo benissimo che ben difficilmente sarà il Pd il partito chiamato a indicare il prossimo presidente del Consiglio.

Via dalla "politica politicante", Matteo Renzi riprende da Friuli Venezia Giulia e Veneto il viaggio sul treno Pd. "Io Premier? Discussione sterile, deciderà il Parlamento dopo le elezioni..." Mi dipingete come uno che ci vuole tornare per forza, ma io ho un lavoro (segretario del Pd, ndr) Non mi hanno messo qui D'Alema o Bersani ma ma i due milioni di voti delle primarie.

Sondaggi? Abbiamo molto da recuperare. "È chiaro che abbiamo molto da recuperare su fette di persone o deluse che sono tante o incerte, che sono tantissime o astenute, sempre tante", ha ammesso Renzi, spiegando che "ci accusano di essere stati troppo amici di chi ha potere".

"I risultati degli investimenti sbloccati si vedranno nei prossimi 3-4 anni", ha aggiunto. Che poi è l'obiettivo di chi è contro di noi. Problemi la cui risoluzione richiederebbe tutta una serie di misure fondamentalmente impopolari e che, per questo, abbisognano di lungimiranza e tempi lunghi.

Poi, Renzi ha approfondito la questione della leadership: "Non ho nessuna ansia di tornare a Palazzo Chigi". A sostenere l'ipotesi di Gentiloni candidato premier, oltre alle minoranze di Andrea Orlando e Michele Emiliano, dietro le quinte ci sarebbero anche i prodiani, Enrico Letta e soprattutto l'area che fa riferimento al ministro Dario Franceschini.