Fidanzati uccisi a Pordenone Ruotolo condannato all'ergastolo

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I giudici non ne usciranno prima di questa sera.

Gli avvocati Giuseppe Esposito e Roberto Rigoni Stern hanno ribadito l'innocenza del loro assistito, accusato del duplice omicidio commesso il 17 marzo 2015 nel parcheggio del Palazzetto dello sport a Pordenone. Amanti del fitness, delle serate in discoteca, i due fidanzati erano stati uccisi secondi gli inquirenti da qualcuno che li conosceva e che nutriva motivi di rancore personale verso di loro.

La camera di consiglio, allestita nella caserma dell'Aeronautica, si preannuncia lunga.

La Corte di Assise di Udine pochi minuti fa ha emesso la sentenza nei confronti di Giosuè Ruotolo, che ormai si attendeva da diversi giorni: l'ex militare ventottenne di Somma Vesuviana (Napoli) è stato condannato all'ergastolo, con due anni di isolamento diurno. Per la Procura di Pordenone il movente del duplice omicidio sarebbe legato al "forte odio verso Trifone e la gelosia verso Teresa che lo avevano assalito già da tempo". Il verdetto per noi è quello che il pubblico ministero ha dichiarato, l'ergastolo con due anni di isolamento diurno. Togliendoli di mezzo sparivano due rivali, due minacce viventi, due persone verso cui covava odio già da tempo.

Alla richiesta di condanna si sono associati anche i legali delle parti civili, gli avvocati dei familiari delle due vittime, che hanno presenziato a quasi tutte le udienze del processo. "É un'attesa penosa - ha detto Rosario Costanza, papà di Teresa - sono stati mesi difficilissimi, con tanti momenti brutti e l'attesa è stata la cosa più brutta". Che sottolinea: "Se sono qui a reclamare una sentenza di assoluzione non è perché devo recitare un ruolo". Alle sue spalle il papà e il fratello.