Mps, si dimette il cda. Assemblea il 18 dicembre

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I conti al 30 settembre sono stati approvati dal consiglio di amministrazione che si è svolto a Siena e ha segnato anche l'avvio del ricambio al vertice, necessario dopo l'operazione di ricapitalizzazione precauzionale che ha modificato l'assetto azionario dell'istituto portando il ministero dell'Economia primo azionista.

Il terzo trimestre si è chiuso con un utile di 242 milioni: un risultato influenzato, si legge nella nota del cda, da fattori una tantum tra i quali l'impatto positivo del burden sharing per 554 milioni e quello negativo di 280 milioni per i costi di ristrutturazione legati all'uscita di 1.200 dipendenti.

Nei primi nove mesi del 2017 i ricavi ammontano a 3,2 miliardi di euro, in calo del 5,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente per la flessione del margine di interesse e delle commissioni nette.

Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 30 settembre 2017 il Common Equity Tier 1 Ratio di MPS si è attestato a 15,2% (rispetto al 8,2% di fine 2016) ed il Total Capital Ratio è risultato pari a 15,4%, che si confronta con il valore del 10,4% registrato a fine dicembre 2016. L'esposizione dei crediti deteriorati lordi del Gruppo al 30 settembre 2017 e' risultata pari a circa 45 mld di euro, in flessione rispetto a fine dicembre 2016 di circa 800 milioni di euro.

Al 30 settembre 2017, l'esposizione netta in termini di crediti deteriorati del Gruppo si è attestata a circa 15,1 mld di euro registrando una flessione di circa 5,2 mld di euro da inizio anno. La copertura dei crediti deteriorati di Mps è salita al 66,4% a fine settembre, in aumento di 63 punti base rispetto a fine giugno.

Nei primi nove mesi del 2017 gli oneri operativi sono risultati pari a circa 1,9 miliardi di euro, in riduzione dell'1,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nello specifico mentre i volumi della raccolta indiretta sono cresciuti di 1,6 miliardi di euro rispetto al precedente trimestre, la raccolta diretta ha subito una contrazione di 3,6 miliardi di euro, giustificata dalla conversione in azioni ordinarie degli strumenti finanziari AT1 e T2 emessi dal Gruppo oggetto di burden sharing (4,3 miliardi).

Mps prosegue nel migliorare la raccolta dalla clientela (conti correnti e depositi vincolati).