Sarà Giorgio Gori a sfidare Maroni

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È quanto emerge dagli esiti dal tavolo di coalizione riunitosi in vista delle Regionali del 2018. Se Giorgio Gori "vuole dimostrare serietà, deve immediatamente dimettersi da sindaco in modo da poter dare alla città di Bergamo la possibilità di avere sin da subito un sindaco interessato alla città e non qualcuno che la vuole usare solo come trampolino di lancio per la carriera politica" si legge sul post del profilo social con la richiesta che Gori lasci la carica di sindaco di Bergamo, dopo essere stato ufficialmente indicato come candidato presidente della Regione Lombardia dal Pd. Manca l'accordo con Mdp. Durante la riunione - spiega una nota di congiunta di Pd, Patto Civico, Campo progressista, Partito Socialista, Italia dei Valori e Verdi - le forze in campo hanno espresso "ampia condivisione sullo svolgimento delle primarie in tempi stretti e non oltre il 3 dicembre" ma "sui tempi non si è ottenuta la necessaria convergenza di Articolo Uno - Mdp".

Intanto anche la direzione regionale del Pd, alla presenza del coordinatore della segreteria nazionale, Lorenzo Guerini, ha approvato all'unanimità la candidatura di Gori.

"Mi dispiace non si sia trovato un accordo sull'organizzazione delle primarie che, ribadisco, sono pronto ad affrontare purché tali da favorire la più ampia partecipazione degli elettori", ha detto Gori.

Sarà Giorgio Gori il candidato del centro-sinistra alle elezioni regionali lombarde del prossimo anno. Mentre resta incerto l'accordo con Mdp-Articolo 1, che non ha condiviso "i tempi" per arrivare alle primarie. "Su queste basi - ha concluso - confido potremo fare positiva sintesi del contributo di tutti". Siamo convinti che per segnare una discontinuità sia necessario aprire un confronto nella società lombarda, evitando di aprire una discussione che resti interna al solo ceto politico.