House of Cards: Netflix ha deciso di terminare la produzione

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La sesta stagione di House of Cards sarà l'ultima. Eppure è stato comunicato da Netflix, e precedentemente ipotizzato da fonti non ufficiali, che la scelta era antecedente lo scandalo di mesi.

In un periodo in cui non si parla altro che di molestie nel mondo dello spettacolo, i produttori del celebre serial evidentemente si sono affrettati a rendere pubblica la decisione di terminare la serie.

Sono giorni intensi per House of Cards e il suo attore protagonista, Kevin Spacey. Un coming out che gli è costata anche l'ondata di critiche dai movimenti attivisti gay e dalla GLLAD (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation), che hanno visto nella dichiarazione un tentativo di sviare la polemica sollevata sulle presunte molestie.

"Media Rights Capital e Netflix sono profondamente scossi per le notizie che riguardano Kevin Spacey". Spacey infatti, secondo l'accusa lanciata da Anthony Rapp (Star Trek: Discovery), avrebbe molestato l'attore durante un party del 1986 quando quest'ultimo aveva appena 14 anni. Dopo quanto rivelato, i responsabili delle due case di produzione sono arrivati a Baltimora oggi pomeriggio per incontrare il nostro cast e la troupe e assicurarsi che si sentano come sempre al sicuro e supportati. "Come previsto dal programma, Spacey al momento non è al lavoro sul set", hanno dichiarato i produttori.

La decisione di concludere una serie così importante è ancor più pesante se si considera il ruolo che l'attore aveva all'interno della produzione.

"Mi scuso", ha scritto Kevin Spacey su Twitter.

Oltre ad House of Cards, girano voci che anche 'Gore', il biopic prodotto da Netflix su Gore Vidal di Michael Hoffman, con Kevin Spacey, potrebbe essere annullato. Fatto sta che la serie, la prima prodotta da Netflix e una delle più popolari, in cui Spacey interpreta il deputato senza scrupoli Frank Underwood, che ambisce a diventare presidente degli Stati Uniti, andrà in pensione.