Corea del Nord, gli Usa: "Minaccia nucleare altissima, pronti a rispondere"

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La Corea del Nord ha accelerato "in modo non necessario" il suo programma di sviluppo missilistico con testate nucleari e ha aumentato le sue minacce.

Gli Stati Uniti "non vogliono la guerra ma la completa denuclearizzazione della Corea del Nord": visitando la zona demilitarizzata (Dmz) a Panmunjom, il segretario alla Difesa James Mattis ha sollecitato il leader Kim Jong-un a evitare le provocazioni che minacciano gli altri "con una catastrofe". "Non fate errori: chiunque attacchi gli Usa o i suoi alleati sarà sconfitto", ha affermato Mattis.

La notizia che il ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong Ho abbia nuovamente minacciato di far esplodere una bomba H in un altro test nucleare, arriva dopo le stime fatte da un ex agente della CIA (Central Intelligence Agency), dove si prevede che con un attacco Kim Jong-Un potrebbe spazzare via il 90% della popolazione [VIDEO] statunitense.

"Come ha detto chiaramente il segretario di Stato Tillerson, il nostro obbiettivo non è la guerra, quanto la denuclerarizzazione completa, verificabile e irreversibile della penisola coreana", ha dichiarato Mattis che ha ribadito come gli Stati Uniti auspichino una soluzione "diplomatica" alla crisi con Pyongyang. Il nucleare e i missili balistici del Nord sono armi che, ha notato, "non possono essere usati": se lo fossero, Pyongyang "dovrà fare i conti con la rappresaglia delle forze combinate tra la Corea del Sud e gli Usa". Sono ancora lontane tra loro ma potrebbero riunirsi in poche settimane.

Gli Stati Uniti hanno disposto tre portaerei nell'Oceano Pacifico, davanti alla Corea del Nord.

"Cerchiamo di farlo ogni volta che ne abbiamo l'opportunità e non capita di frequente", ha osservato McKenzie circa la presenza di tre portaerei nell'area operativa della Settima Flotta.