Eni, l'utile cresce ma delude le attese

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Il risultato operativo adjusted G&P ha registrato, in un trimestre solitamente debole a causa della stagionalità, un netto miglioramento rispetto al terzo trimestre del 2016 (+48 per cento), mentre il risultato dei nove mesi ha raggiunto il breakeven (+0,32 miliardi di euro). L'utile operativo rettificato è quasi quadruplicato sia nei nove mesi che nell'ultimo trimestre a quota, rispettivamente, 3,8 miliardi miliardi e 947 milioni (a fronte, l'anno prima, di 1,2 miliardi e 258 milioni). Un risultato che fa esultare l'amministratore delegato Claudio Descalzi: "Abbiamo conseguito risultati eccellenti con un utile operativo quasi quadruplicato, un risultato netto in aumento di oltre 700 milioni ed un flusso di cassa operativo in netta crescita rispetto al terzo trimestre del 2016". Gli investimenti sono stati di 7 miliardi nei nove mesi (5,7 miliardi su base pro-forma), in progressiva discesa dopo il picco dovuto alla finalizzazione dei grandi progetti avviati come da programma nella prima parte del 2017.

La generazione di cassa su base adjusted prima della variazione del circolante ed escludendo l'utile/perdita di magazzino e' stata di 1,72 miliardi nel trimestre (+27%) e di 6,60 miliardi nei nove mesi (+72%) al netto di un pagamento straordinario d'imposta in Angola per 0,15 miliardi. Copertura organica capex pro-forma a circa il 120%.

"Nel 2017 otterremo una copertura organica degli investimenti e dei dividendi, interamente corrisposti per cassa, in corrispondenza di un prezzo Brent di 60$/bl, come annunciato a inizio anno, 45$ tenendo conto delle operazioni legate al nostro dual exploration model". Nei nove mesi dell'anno il risultato è di 3,80 miliardi.

L'indebitamento finanziario di Eni è pari a 14,96 miliardi di euro, contro i 16 miliardi registrati nel terzo trimestre del 2016. Il trimestre ha toccato risultati record per l'R&M: 0,22 miliardi di euro di utile operativo adjusted, un dato è più che raddoppiato rispetto al terzo trimestre 2016 nonostante la ridotta disponibilità delle raffinerie di Sannazzaro e di Livorno (0,46 miliardi di euro nei nove mesi, +117 per cento). Confermato anche il target 2017 di nuove risorse esplorative: 0,8 miliardi di boe (barili equivalenti) al costo unitario di circa 1 dollaro/barile. Quanto al settore gas & power, le vendite di gas naturale sono state di 17,44 miliardi di metri cubi, in diminuzione anche per effetto della cessione delle attività retail in Belgio e Ungheria. Prevista una produzione media nel 2017 pari a 1,815 milioni di barili giornalieri, replicando il record storico del 2010. La perdita netta adjusted è quindi pari a 139 milioni (302 nel 2016).

"Gli investimenti - continua Descalzi - seguono nel contempo un andamento in linea con le aspettative, con una riduzione nel corso dell'intero anno di circa il 18% rispetto al 2016". L'utile operativo rettificato sale a 3,8 miliardi.L'Eps del III trimestre sale a 0,10 euro da -0,16 mentre sui nove mesi passa a 0,37 euro da -0,39.

"Questi risultati - ha aggiunto Descalzi - sono stati raggiunti grazie ai progressi compiuti nella realizzazione della nostra strategia".