Pietro Grasso lascia il gruppo del Partito Democratico

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È questo il sunto di una nota diramata da Palazzo Madama al termine della lunga giornata che ha condotto all'approvazione del Rosatellum, la nuova legge elettorale.

Pietro Grasso ora finisce però ad un bivio: continuano ad alimentarsi le voci che lo vorrebbero vicino al nuovo movimento di D'Alema e Bersani. Forse poteva farlo prima. Decisa la replica del presidente: "Quali che siano le mie decisioni personali e le mie intime motivazioni posso dire che può essere più duro resistere che abbandonare con una fuga vigliacca" e ha aggiunto "tutti sanno che il motivo per cui non ho accettato la candidatura alla presidenza della Sicilia è stato per potere continuare, con senso delle istituzioni, a espletare la mia funzione in quest'assemblea. Oggi è tardivo. Troppo tardivo". Le mie decisioni personali sono altra cosa. "E' un fatto politico importante e positivo" twitta Nicola Fratoianni. In questo momento io faccio il Presidente del Senato e vado avanti con il mio compito. Del resto le dimissioni erano state richieste a gran voce proprio dopo che il Governo aveva posto la questione di fiducia impedendo, di fatto, il realizzarsi delle principali prerogative parlamentari.

Plaudono gli esponenti di Articolo 1-Mdp e di Sinistra italiana: "apprezzo il senso delle istituzioni sempre dimostrato - commenta Roberto Speranza - la politica ha oggi più che mai bisogno di buoni esempi". Si può esprimere il malessere, ma non è detto che, quando si ha il senso delle istituzioni, si debba obbedire ai propri sentimenti.