Lazio, bufera su Lotito: "Famo sta sceneggiata". Ma lui nega

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Non è escluso inoltre che entro breve il procuratore Pecoraro, già protagonista negli ultimi mesi dell'inchiesta sulle infiltrazioni della malavita organizzata calabrese e di clan della 'ndrangheta nelle curve della Juventus, che ha portato alla squalifica per un anno del presidente bianconero Andrea Agnelli, possa convocare i vertici della Lazio, non che gli incaricati dell'ordine pubblico all'Olimpico, e per ascoltarli e ricostruire la vicenda sotto il profilo sportivo. Nel frattempo sono sedici gli identificati della Questura: rischiano una denuncia per istigazione all'odio e un Daspo fino ad otto anni. Si aspettano le sanzioni ma, secondo l'Ansa, queste sono le contestazioni mosse verso la società biancoceleste e verso la persona di Lotito: violazione dell'articolo 1 bis del codice di giustizia sulla lealtà sportiva e dell'articolo 11 sui comportamenti discriminatori. Considerato sleale, dunque, l'escamotage che ha permesso ai tifosi della Nord, squalificata, di seguire la partita in Curva Sud. Le contestazioni sono in fase di comunicazione al club di Lotito, che ovviamente metterà in moto la sua tesi difensiva in vista del verdetto finale.

La Procura della FIGC ha chiesto e ottenuto l'indagine contro la Lazio, chiudendola in mattinata.

Nella giornata di ieri il presidente della Lazio Claudio Lotito ha smentito di aver pronunciato la frase "Famo 'sta sceneggiata", in riferimento all'iniziativa della visita alla sinagoga di Roma con alcuni giocatori biancocelesti. Aggravano la sua posizione gli audio pubblicati da Il Messaggero, che potrebbero rientrare nel caso di "comportamento discriminatorio".