Glifosato, il Parlamento Ue vota per l'eliminazione progressiva entro il 2022

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Il voto dell'Europarlamento - che non è vincolante - arriva il giorno prima della proposta della Commissione Ue di rinnovare l'autorizzazione per 10 anni.

Nello specifico 16 paesi hanno votato a favore: Bulgaria, Danimarca, Repubblica Ceca, Estonia, Irlanda, Spagna, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Finlandia e Regno Unito; Germania e Portogallo si sono astenuti mentre Belgio, Grecia, Croazia, Francia, Italia, Lussemburgo, Malta, Austria, Slovenia e Svezia hanno votato contro il rinnovo.

"Una giusta richiesta, che appare però a maggior ragione un palliativo rispetto alla decisione di non fermare subito il glifosato. - si conclude - I media di tutto il mondo hanno dimostrato attraverso la pubblicazione dei Monsanto papers che c'è una interconnessione tra agenzie di regolamentazione e ricerca guidata dalle multinazionali che va oltre il lecito scambio di pareri". Secondo i deputati, l'obiettivo finale deve essere un divieto totale nell'Europa entro il 15 dicembre 2022, con le necessarie restrizioni intermedie. "Alla conclusione della riunione non è stata effettuata alcuna votazione", ha dichiarato la portavoce dell'esecutivo, Anca Paduraru al termine dell'incontro.

La procedura di autorizzazione comunitaria, inclusa la valutazione scientifica delle sostanze, dovrebbe basarsi unicamente su studi soggetti a revisione paritetica e su studi indipendenti pubblicati e commissionati dalle autorità pubbliche competenti. E che il parlamento europeo ha già votato il 24 ottobre una risoluzione per chiedere alla Commissione europea di vietarne l'utilizzo in maniera definitiva dal 2022. Un'iniziativa cittadina europea, che chiede un divieto dell'erbicida, ha raggiunto più di un milione di firme in meno di un anno e sarà quindi discussa durante un'audizione pubblica in parlamento nel mese di novembre. E' ovunque e i pericoli sono noti. Un numero oggi inferiore alla soglia necessaria per raggiungere una "maggioranza qualificata", ossia un 55 per cento delle 28 Nazioni, che rappresenti almeno il 65 per cento degli europei.

Glifosato, noto diserbante sistemico di post-emergenza non selettivo, è vietato in Italia nelle aree frequentate dalla popolazione o da "gruppi vulnerabili" quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie ma anche in campagna in pre-raccolta "al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura".