Referendum autonomia. Gentiloni: "interessato a parlarne"

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'Io guardo con interesse, rispetto e disponibilità alla discussione che si è aperta sul tema dell'autonomia.

Il Governo, quindi, stando alle parole del premier "è pronto a un confronto di merito con le regioni su queste funzioni per averne di più efficienti". Parola del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenuto oggi a Marghera, avvertendo, però, che "non abbiamo bisogno di ulteriori lacerazioni sociali ma bisogna ricucire le lacerazioni che la crisi ha provocato". "Certo, non nascondo che sarà una discussione complessa, ma siamo pronti a farla ovviamente nei limiti fissati dalle nostre leggi e dalla nostra Costituzione". La tempistica è stata comunicata dal presidente dell'Aula, Raffaele Cattaneo, che ha ipotizzato come data utile quella del 16 novembre. "Non è una proposta catalana - ha aggiunto Bressa - ma una proposta che la Corte Costituzionale ha bocciato, e Zaia lo sa". Noi non pensiamo a uno statuto speciale, pensiamo a valorizzare quello che c'è.

Sala (Pd): Zaia fa un discorso pericolosissimo Sull'esito del referendum per l'autonomia della Lombardia e del Veneto "la cosa positiva è che Maroni ha preso le distanze da Zaia, che secondo me sta facendo un discorso pericolosissimo" ha detto il sindaco Pd di Milano, Giuseppe Sala, commentando l'esito della consultazione referendaria che si è tenuta domenica nelle due Regioni. Intanto, emerge che il Consiglio regionale della Lombardia potrebbe arrivare ad approvare la risoluzione con le materie da trattare con lo Stato nella seconda settimana di novembre, in una seduta ad hoc.

Maroni aveva anche spiegato di aver ricevuto una telefonata da Bressa, in cui il sottosegretario gli aveva detto che se anche la Lombardia avesse chiesto lo Statuto speciale "non sarebbe stata possibile alcuna trattativa con il governo, visto che la materia è di competenza del Parlamento". Il governatore Luca Zaia ha parlato di "pagina storica per il Veneto" e di "Big Bang delle riforme istituzionali".

Esulta il segretario della Lega Nord Matteo Salvini sottolineando che "più di 5 milioni di persone che hanno votato chiedono il cambiamento". In ogni caso poi autonomia fiscale regionale non va molto d'accordo con il progetto nazionale della Lega 2.0.