Tangenti ed escort per appalti: arrestati due sindaci e due vicesindaci

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L'operazione con l'ordinanza di custodia cautelare è stata condotta dai carabinieri. Sarebbe stata assoldata dai due imprenditori del settore dei rifiuti finiti in carcere, Pasquale Leobilla e Angelo Pecere, e messa a disposizione di un consulente tecnico di alcuni Comuni pugliesi, Giuseppe Velluzzi, che è tra le persone arrestate. Ma pure il sindaco di Villa Castelli, Vitantonio Caliandro e il vicesindaco di Poggiorsini (area metropolitana di Bari), Giovanbattista Selvaggi.

Nell'inchiesta sono coinvolti vari dirigenti di uffici tecnici comunali, incaricati di pubblico servizio e il direttore generale dell'azienda di servizi ecologici di Manfredonia (Foggia).

BRINDISI Due sindaci, quello di Torchiarolo e di Villa Castelli, Nicola Serinelli e Vitantonio Caliandro, e altre 10 persone sono state arrestate questa mattina dai carabinieri con l'accusa di associazione per delinquere. Ma non solo. Migliaia di euro finivano sui conti di candidati in varie campagne elettorali e persino una escort, ingaggiata proprio per allietare le serate del gruppo.

Tra queste troviamo il sindaco ed il vicesindaco di Torchiarolo, Nicola Serinelli e Maurizio Nicolardi.

Ci sono anche storie di contenziosi davanti alla giustizia amministrativa, recenti e meno recenti, sul rapporto tra i Comuni di Torchiarolo e Villa Castelli e la Reteservizi Srl di Carovigno.

L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore di Brindisi Milto De Nozza, è nata in particolare nel 2014 da alcuni accertamenti che erano stati avviati dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni. Un giro di corruzione finalizzato all'assegnazione degli appalti per lo smaltimento dei rifiuti.

Questo è stato fatto con il chiaro obiettivo di favorire una determinata ditta di raccolta della spazzatura con sede a Carovigno.

La Procura di Bari, oltre ai reati immediatamente collegati all'alterazione di gare pubbliche, ha accusato gli indagati anche di ulteriori reati minori. Nel provvedimento del gip Paola Liaci sono contestati reati di associazione per delinquere, corruzione, truffa, finanziamento illecito dei partiti, falsa testimonianza e anche favoreggiamento della prostituzione.