Salvini: una lezione della democrazia per tutta l'Europa

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"REFERENDUM PER TUTTI" - Salvini ha ribadito: "E' stata una lezione di democrazia per tutta Europa, abbiamo scelto la via legale, pacifica e costituzionale".

Esulta dopo il voto il leader della Lega Matteo Salvini. "Per questo ringrazio i tanti veronesi che, al di là dell'appartenenza politica, hanno capito la sfida che stava alla base del voto di domenica e hanno scelto di esprimesi in percentuale significativa".

Come ha ben ricordato Massimo Garavaglia, Assessore regionale leghista all'Economia in Lombardia, la legittima richiesta di maggiore autonomia delle due regioni nella gestione delle proprie risorse non deve far preoccupare i cittadini della zone meno sviluppate del Paese, poiché la gestione assai più efficiente ed economica dei servizi erogati nel lombardo-veneto rispetto alla media nazionale comporterebbe un notevole risparmio per le casse statali man mano che nuove competenze e relative strutture passassero dalla amministrazione statale a quelle regionali. Da cittadini pugliesi, chiediamo anche noi maggiore autonomia, vogliamo che la nostra terra sia messa in grado di spiccare il volo, senza il cappio di una gestione centrale e burocratica, che non tiene conto dei territori. Il modo corretto per affrontare il futuro, per me, non è solo la procedura ex art. 116 Costituzione come chiedono i governatori (anche dell'Emilia Romagna), ma prendere atto che in Italia esiste una gigantesca questione fiscale. Ridurre la pressione fiscale: "questa è la vera priorità". Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, in conferenza stampa in via Bellerio. La stragrande maggioranza del sì ha visto trionfare la proposta del governatore della Lega Nord, che ora si metterà subito al lavoro per le varie tappe burocratiche in attesa dell'attesa trattativa con il governo centrale di Roma per discutere dell'autonomia e delle varie materie previste dal referendum.

"È una bella risposta ai gufi che invitavano a non votare, da Renzi a Martina: alla fine, avranno votato almeno cinque milioni e mezzo di persone". "Rido quando leggo certe ricostruzioni di divisioni", ha aggiunto.

"Il nostro interlocutore - chiarisce Salvini - è il presidente del Consiglio dei Ministri. Questa è la prova che non è vero".