Anna Frank con la maglietta della Roma. Se vero, sarebbe schifoso

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Scritte antisemite di tutti i tipi e adesivi con l'immagine di Anna Frank con la maglia della Roma. "Siamo fiduciosi che l'autorità competente vorrà procedere e che Roma Capitale provveda come sempre a rimuovere questi adesivi", dichiarò l'allora presidente della Comunità Ebraica Romana, Riccardo Pacifici.

Lo sfottò (antisemita) dei laziali ai tifosi della Roma, indegno il significato della 'figurina' di Anna Frank - I tifosi della Lazio, vista la chiusura della curva nord, sono stati costretti a vedere la partita della loro squadra dalla curva solitamente occupata dagli ultras della Roma.

La polizia parla di "una decina di adesivi", che sono stati rimossi dagli addetti alle pulizie dello stadio, anche perchè l'Olimpico serve subito in quanto mercoledì si gioca Roma-Crotone: ma intanto, mentre la Lazio condanna l'accaduto e sottolinea che si tratta di "pochi sconsiderati", la vicenda fa il giro del web. Di sicuro c'è che la Procura della Figc sta valutando i fatti e già da domani il procuratore Giuseppe Pecoraro aprirà un'inchiesta. Sono una decina circa gli adesivi con l'immagine di Anna Frank con la maglia della Roma trovati all'interno dello stadio Olimpico dopo il match di ieri Lazio-Cagliari. "Questa non è una curva, questo non è calcio, questo non è sport".

"È paradossale che dopo che alla Lazio era stata chiusa la curva Nord per cori razzisti venga aperta la Sud a un euro e i tifosi laziali esportino il razzismo anche lì", rincara i vicepresidente della Comunità ebraica Ruben Della Rocca.

La società sportiva S.S. Lazio prende le distanze dall'episodio antisemita tramite le parole del portavoce della Lazio, Arturo Diaconale: "La Lazio ha sempre condannato ogni forma di razzismo, si resta interdetti di fronte a manifestazioni di evidentemente riguardano un gruppo ristrettissimo di persone, che non coinvolgono i tifosi che si sono sempre comportati bene e in maniera regolare". Lo scrive su Twitter la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello.