Il parlamento Ue vuole ridisegnare il diritto d'asilo

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Dalla commissione per le libertà civili dell'Europarlamento arriva una importante modifica alle regole di Dublino: il primo Paese di arrivo non sarà più automaticamente responsabile per i richiedenti asilo. Novità principale della misura è l'abolizione del principio del Paese di primo ingresso e l'introduzione di un sistema automatico e permanente di ricollocamenti in tutti i Paesi dell'Ue. Ciò per evitare che gli Stati membri "in prima linea", come l'Italia, si assumano una quota sproporzionata degli obblighi internazionali dell'Europa nei confronti delle persone bisognose e per accelerare le procedure di asilo.

Stesso sconcerto espresso dall'europarlamentare Simona Bonafè che commenta: "Ogni volta che, in sede europea, ci sono da difendere gli interessi dell'Italia, i parlamentari del M5S votano regolarmente contro, dimostrando di essere a Bruxelles non per difendere il nostro paese, ma soltanto per fare i portavoce della loro propaganda in Italia".

Infatti è improbabile che una riforma così favorevole a Italia e Grecia convinca l'alleanza dell'Est, composta da Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, alle quali si unirà l'Austria di Sebastian Kurz, e contraria a qualsiasi forma di asilo solidale. La riunione del Ppe, a cui prenderanno parte tra gli altri la cancelliera tedesca Angela Merkel e i presidenti delle istituzioni Ue Jean-Claude Juncker, Donald Tusk e Antonio Tajani, vedrà dopo molti anni il ritorno del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.

"Con le modifiche apportate in commissione essenzialmente basate su emendamenti di ispirazione del gruppo S&D - assicura Kyenge- abbiamo eliminato quella che da sempre è considerata la stortura del sistema, la responsabilità del Paese di primo ingresso". E questo anche per agevolarne l'inserimento e l'integrazione in un tessuto sociale non completamente sconosciuto.

Più prudente il capogruppo socialista al Parlamento europeo Gianni Pittella: "La palla ora è nel campo del consiglio e li esortiamo ad agire in modo che possiamo finalizzare queste proposte". "Il meccanismo di ricollocamento non sarà affatto automatico: scatterà solo dopo le macchinose procedure filtro sulla sicurezza e sull'ammissibilità della domanda". "Non c'è nulla da festeggiare" secondo Laura Ferrara, eurodeputata del movimento di Beppe Grillo. I migranti economici resteranno in Italia e sappiamo quanto sia difficile rimpatriarli in assenza di accordi bilaterali.

Nonostante l'enorme passo in avanti, c'è chi si è tirato indietro.