(VIDEO) San Paolo. Parla Cesare Battisti: "Illegale mandarmi in Italia"

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Ma per ora il governo sembra intenzionato ad agire solo dopo che il giudice si sarà pronunciato.

Svolta clamorosa nel caso Cesare Battisti. L'uomo, in Italia condannato per quattro omicidi ma protetto dallo Stato sudamericano ha spiegato che: "Questa cosa che stavo fuggendo non sta in piedi, non sono un rifugiato politico sono un immigrato con un visto permanente, io posso uscire da questo paese come e quando voglio, senza nessuna restrizione, ho tutti i diritti brasiliani". L'intervista a Tv Tribuna, un'emittente affiliata alla brasiliana Rede Globo, viene concessa nella casa di un amico a Cananeia, sul lungomare di San Paolo. "Con due miei amici - ha raccontato l'ex militante dei Pac, reduce da un fermo al confine con la Bolivia per violazioni delle leggi valutarie, arrestato e poi rilasciato su decisione del giudice della Terza regione dello Stato - avevamo deciso di andare in Bolivia per comprare del vino".

"Perché fuggire? - si chiede Battisti - Sono protetto, il decreto Lula non può essere revocato: ormai sono passati cinque anni". "Siamo rimasti lì un sacco di tempo". Visibilmente soddisfatto, con tanto di birra in mano immortalata dai fotografi, anche se con l'obbligo di non lasciare la zona senza autorizzazione della giustizia e di presentarsi ogni mese in tribunale. "Voglio costruirmi una casetta qui, ma dovrò aspettare. Nonostante alcune strane manovre per mandarmi in Italia". Secondo gli avvocati di Battisti, una decisione del genere da parte del presidente Temer sarebbe passibile di irreversibilità.

Questo è, secondo Il Messaggero, quanto affermano i media brasiliani, Temer infatti avrebbe dato ordine di estradare Battisti in Italia, a meno che i giudici della Corte suprema non riconoscano la richiesta di "habeas corpus", il complesso delle norme che garantiscono, nelle Costituzioni dei vari paesi, la libertà personale del cittadino, presentata dalla difesa dell'ex terrorista.