Marcia su Roma: Fn, il 28 in piazza

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I dati sono obbligatori al fine di autorizzare la pubblicazione del commento e non saranno pubblicati insieme al commento salvo esplicita indicazione da parte dell'utente. "Con le motivazioni da me già espresse in Parlamento - afferma - ho già dato disposizione al questore di Roma di non concedere l'autorizzazione per la manifestazione promossa da Forza Nuova a Roma il prossimo 28 ottobre". Inoltre, a sentire il titolare del Viminale, "la legge Mancino condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista". Lo ha detto il segretario nazionale di Forza Nuova Roberto Fiore, in merito all'annuncio del ministro Marco Minniti che non verrà autorizzato il corteo richiesto dal movimento. "Il modo in cui sta agendo il ministro Minniti è altamente irrituale - ha aggiunto - la legge prevede che sia il questore ad esprimersi in base al contenuto del preavviso che abbiamo presentato".

In giornata, del resto, movimento di estrema destra sul suo account Facebook ha fornito nuovi dettagli per la cosiddetta 'Marcia dei Patrioti'. "Si richiede a tutte le sezioni forzanoviste di giungere nel luogo indicato alle ore 14 - scrivono ancora i militanti - il concentramento per tutti è fissato nello stesso luogo alle ore 15; il corteo, come già annunciato, partirà alle ore 16. Ulteriori dettagli saranno comunicati nei prossimi giorni". Prevista anche un'iniziativa in Campidoglio "per spiegare a chi non lo sa cosa è stata la marcia su Roma". Diversamente - riporta la Repubblica - lo Stato metterebbe i cittadini nella condizione di doverci pensare loro: cosa che non è auspicabile. Non c'è un atto sul quale noi siamo chiamati a decidere. Il sei settembre era stata la stessa sindaca Virginia Raggi a dire chiaramente che la "marcia su Roma" di Forza Nuova non ci sarebbe stata. I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. "Noi come Anpi abbiamo incontrato associazioni e partiti per organizzare una serie di iniziative ma lo Stato deve intervenire".