Camera conferma la fiducia, manifestazioni di M5s e Mdp

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Subito dopo la proclamazione del risultato sull'articolo uno (che contiene il sistema elettorale della Camera) l'assemblea di Montecitorio ha dato il via alle dichiarazioni di voto sulla seconda fiducia, quella sull'articolo 2 del disegno di legge (sistema elettorale del Senato), che ha ottenuto 308 voti favorevoli, 81 i contrari, otto gli astenuti. Lo scrive in una nota il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, assicurando che il suo partito pur non partecipando "ai voti che riguarderanno le fiducie chieste dall'esecutivo" dirà "sì, con convinzione, in modo compatto e leale, al voto finale". È proprio su questo che la Corte Costituzionale ha dovuto pronunciarsi, specificando se sia ammissibile porre la questione di fiducia sulla discussione di una legge elettorale, una pratica compiuta non solo in questi giorni, ma anche durante la discussione sull'Italicum.

Marco Meloni (Pd), non voterò fiducia - Il governo ponendo la fiducia sulla legge elettorale, "ha compiuto un grave strappo istituzionale". Senza sorprese, perché entrambe assai condizionate dal voto di fiducia posto dal governo sulla legge elettorale.

Lo scopo è quello di evitare il pasticcio dello scorso giugno, quando all'ultimo momento il M5S ha cambiato idea, facendo affondare la legge elettorale che richiamava il sistema tedesco. Si è parlato di fascistellum, abbiamo una torsione verso l'assurdo di commenti che ci definiscono come fotocopia del fascismo. Affermazione compendiata da quelle del suo collega di partito Alessandro Di Battista che grida all'atto eversivo. Per fortuna c'è chi ha questa forza.

Per quanto riguarda il terzo articolo della nuova legge elettorale si comincerà a votare a partire dalle ore 11, con le dichiarazioni di voto che invece inizieranno dalle 9 sempre di questa mattina. Al Pantheon ha manifestato invece la sinistra. "Con questa legge sarà composto da rappresentanti dei partiti". Capita, i populismi hanno parole d'ordine che si confondo e funzionano per un popolo e anche per gli altri.

Gli emendamenti presentati sono in totale 200. Urla, fischi, cori di vendute, vendute all'indirizzo della medesima Finocchiaro e della presidente Boldrini, lancio di libri di regolamento, si vedono anche i fiori, rose per la precisione, che Larussa da Paternò, piccola contea sicula dai tempi dei Normanni, raccoglie e va a donare urlando a Finocchiaro che è di Modica, grande feudo storico della Sicilia, "è un governo morto, solo fiori per loro", motteggia l'Ignazio nazionale, "bella scoperta, siamo a fine legislatura", gli dà sulla voce Raciti, giovane segretario del Pd isolano, di Acireale. "Ha perso credibilità" ha detto ha detto Pier Luigi Bersani arrivando alla manifestazione.

L'ex Capo dello Stato ha spiegato che la sua intenzione vuole "mettere in luce l'ambito pesantemente costretto in cui qualsiasi deputato oggi, o senatore domani, può far valere il suo punto di vista e le sue proposte, e contribuire così alla definizione di un provvedimento tra i più significativi e delicati".

"Gentiloni aveva detto che non sarebbe intervenuto".