Sarah Scazzi, Cassazione: Sabrina pianificatrice

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Questa è in sintesi la motivazione depositata oggi con cui la Cassazione ha confermato la condanna all'ergastolo per la giovane per l'omicidio della cugina Sarah Scazzi.

LO ZIO MICHELE - Quanto alle dichiarazioni di Michele Misseri sull'omicidio della nipote Sarah Scazzi, sono state "oscillanti e prive di costanza" e "condizionate dall'obiettivo di coprire e sollevare da responsabilità la figlia" Sabrina.

Sabrina, quindi, non merita sconti di pena per la "fredda pianificazione d'una strategia finalizzata, attraverso comportamenti spregiudicati, obliqui e fuorvianti, al conseguimento dell'impunità".

In particolare, sottolineano i supremi giudici, Sabrina Misseri "rese interviste, strumentalizzando i media, e deviò le investigazioni, ponendosi, in fase immediatamente successiva al delitto, come astuto e freddo motore propulsivo delle stesse in direzione di piste fasulle".

A fronte di questi comportamenti, scrivono i supremi giudici nelle quasi 200 pagine di motivazioni relative all'udienza svoltasi lo scorso 21 febbraio, Sabrina non ha "meritevolezza" per la concessione delle attenuanti generiche richieste dai suoi difensori. La donna fece di più, poiché si rese protagonista diretta del sequestro della Scazzi per poi partecipare "materialmente al delitto". Anche Cosima, aveva messo in atto "una serie di depistaggi per conseguire l'impunità per sé e sua figlia Sabrina". C'è poi spazio ovviamente per il movente nella lunga sentenza e che, secondo la Suprema Corte, sarebbe da ricercare al "sentimento anomalo, vicino all'ossessione", che Sabrina provava nei confronti di Ivano Russo, il quale si era rifiutato di avere un rapporto sessuale con lei. La 15enne, infatti, come ricorda la Cassazione, fu strangolata da Sabrina Misseri e Cosima Serrano con "concorso sinergico", ovvero mentre una la soffocava da dietro, l'altra era impegnata a tenerla ferma. Dell'episodio ne venne a conoscenza anche Sarah Scazzi, che lo riferì alla madre ed al fratello.