Biscardi, l'ultimo saluto a Roma. Ma non manca un affronto

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L'ultimo, vero grandissimo "sgub" nel 2009, con l'annuncio in diretta di Berlusconi che Kaka non avrebbe lasciato il Milan.

Una trasmissione durata ben 36 anni, dagli esordi su Rai Tre alle esperienze su Tele + e Telemontecarlo fino agli ultimi anni in una serie di tv locali come 7 Gold e la romana T9. Nel 1956 va al quotidiano romano Paese Sera e poi succede ad Antonio Ghirelli nella direzione delle pagine sportive, diventando caporedattore.

Su Rai3 nel 1980 con il Processo del Lunedì, Aldo Biscardi ebbe il suo grande successo.

"Non parlate in più di tre o quattro per volta che sennò non si capisce niente!". È arrivato, però, il saluto (a distanza) di un mito del pallone, Diego Armando Maradona, che su Facebook ha scritto: "Sono molto dispiaciuto per la scomparsa di Aldo Biscardi".

E' un gran paradosso che nell'anno in cui l'agognata "moviola in campo" è finalmente diventata una realtà, il buon Aldo ha cambiato palcoscenico su cui esibirsi.

Vincitore di diversi premi, ha intervistato personaggi politici, del mondo della cultura e dello spettacolo.

È morto la mattina di domenica 8 ottobre 2017 al Policlinico Gemelli di Roma assistito dai figli, all'età di 86 anni. In una telefonata Moggi gli rinfacciava di avergli dato un orologio del valore di 40 milioni di lire (circa 20.000 euro); intervistato per Striscia la notizia da Valerio Staffelli, che gli consegnava un "tapiro d'Oro", Biscardi smentì la valutazione economica dell'oggetto aggiungendo che si trattava di un orologio celebrativo del centenario di fondazione della squadra bianconera.

Lo scandalo per Biscardi non ebbe rilevanza penale, ma la ebbe a livello disciplinare visto che l'Ordine dei Giornalisti lo squalificò per sei mesi. Colpi giornalistici innegabili per i quali Biscardi rispondeva agli ospiti eccellenti con l'immancabile 'Denghiu' che a lungo andare gli valse l'ingaggio come testimonial di una scuola d'inglese.