Banca Etruria: chiesti 400 milioni di danni a Boschi & Co

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Tra gli ex vertici finiti nel mirino della giustizia gli ex presidenti Lorenzo Rosi e Giuseppe Fornasari, lex vicepresidente Pier Luigi Boschi, padre del sottosegretario Maria Elena, ex dirigenti Consob diventati poi rispettivamente presidente del collegio sindacale e presidente della banca, Massimo Tezzon e Claudio Salini, oltre a tutti i consiglieri finanziati dalla banca con prestiti finiti in sofferenza tra cui Augusto Federici, consigliere della banca aretina. "La citazione è stata depositata lunedì al tribunale civile di Roma: l'azione di risarcimento, autorizzata da Bankitalia, è stata sottoscritta anche da Ubi Banca che lo scorso maggio, con il contratto di acquisto della nuova Banca Etruria, si era impegnata ad aderire alla causa civile".

Ha preso corpo la richiesta di 300 milioni di euro di risarcimento del commissario liquidatore Giuseppe Santoni rivolta agli amministratori dal 2009 in avanti.

Nell'atto si parla di una "incredibile serie di erogazioni di favore e in palese conflitto di interessi, ovvero dissennate e inutili".

Il liquidatore della vecchia Banca Etruria, previa autorizzazione di Banca Italia, ha citato di fronte al tribunale civile di Roma gli ex membri del consiglio di amministrazione e gli ex sindaci revisori dell'istituto aretino, chiedendo 400 milioni di euro di risarcimenti per i danni provocati dalla gestione che poi ha portato al crac. Nel caso di quattro ex manager che nel frattempo sono deceduti, sono stati citati gli eredi. Riferimento esplicito al provvedimento di messa in liquidazione della banca con il decreto del governo del novembre 2015 che ha provocato la perdita dei risparmi di migliaia di cittadini. In particolare definisce il rifiuto all'offerta di Banca Popolare di Vicenza una "decisione dolosa o gravemente colposa" perché ha provocato un mancato introito per oltre 212 milioni di euro.