Ilva, Calenda: "Stop alle trattative, bisogna ripartire da luglio"

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Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha comunicato ad Am Investco (di cui è capofila Arcelor Mittal) che non è accettabile aprire il tavolo su Ilva senza garantire le condizioni salariali e contrattuali, pertanto il vertice con la nuova proprietà di Ilva partito oggi è stato annullato. "Mario Loizzo, di procedere alla convocazione urgente del Consiglio regionale in seduta monotematica sulla vertenza Ilva da tenere a Taranto, possibilmente davanti alle portinerie Ilva". Poche ore dopo lo sciopero dei lavoratori degli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure contro i quattromila esuberi, il ministro Calenda ha annunciato lo stop della trattativa: "Bisogna partire dall'accordo di luglio - ha risposto ai giornalisti -, dove si garantivano i livelli retributivi".

L'Am Investco Italy non ha fatto altro che seguire le regole imposte dallo Stato sul lavoro, in maniera forse un po' troppo furbesca chiaramente, ma la controparte, Il Ministero, non solo non ha ascoltato le preoccupazioni dell'Antitrust UE e dei tecnici prima dell'assegnazione al gruppo - che lamentavano un'incoerenza negli investimenti e una mancanza nella documentazione - ma negli anni ha fornito tutti gli strumenti affinché le aziende più furbe si comportassero come sta accadendo ora. E' vitale che l'implementazione del nostro piano non venga ritardata. Dagli attuali 1.499 lavoratori si passerebbe dunque a meno di mille. "Al governo chiedo - conclude Liviano - che tenga la barra dritta e che faccia rispettare a Mittal quanto previsto dalla procedura in atto che, lo ricordo, non può prescindere dall'accordo sindacale, e cioè il trasferimento al nuovo soggetto del numero minimo di 10mila unità lavorative nonchè la quantificazione in 50mila euro annui per quanto riguarda il costo di ciascun lavoratore". "Notizie che la Regione apprende esclusivamente dalla stampa perché, voglio ricordare, che non siamo mai stati convocati al tavolo Mise" ha aggiunto, a seguito della comunicazione dei circa 4mila esuberi fatta ai sindacati dalla società aggiudicataria dell'Ilva. Inoltre, così come evidenziato nel piano, non ci sarà alcuna "continuità rispetto al rapporto di lavoro" precedente "neanche in relazione al trattamento economico e all'anzianità".