Catalogna, spunta il piano segreto degli indipendentisti

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Come dire, al momento, le due parti non si guardano e non si considerano: non resta che attendere lo svolgersi delle operazioni per capire se quella folla oceanica e pacifica di questi giorni a Barcellona sia riuscita a convincere le minoranze che stanno decidendo le sorti dello scontro Madrid-Barcellona che appunto questa guerra non s'ha da fare.

Intanto il vicesegretario del Pp Pablo Casado ha lanciato un duro monito al presidente catalano Carles Puigdemont avvertendolo che se dichiara l'indipendenza rischia di finire in carcere come il suo predecessore Lluis Companys che tentò di proclamarla nel 1934. "La decisione di Puigdemont", titola El Periodico, "Tot a punt" ("Tutto pronto") afferma Punt Avui, e Ara annuncia la "via Puigdemont": "Una dichiarazione di indipendenza aperta alla mediazione".

Arriva il giorno della verità in Catalogna. Inoltre l'adesione necessita di una ratifica unanime di tutti i paesi Ue, anche della Spagna, un'eventualità che pare molto improbabile.

La sfida secessionista della Catalogna potrebbe avere il suo culmine oggi a partire dalle sei del pomeriggio. La maggioranza della popolazione catalana non ha votato, molti anche per paura degli scontri avvenuti presso alcuni seggi di Barcellona. Ma la Bce non l'appoggerebbe. "Il consenso indipendentista è limitato, probabilmente non maggioritario e la soluzione preferibile sarebbe una commissione di mediazione più che un'azione repentina". Con una frontiera verso la Francia e una lunga costa sul Mediterraneo, la Catalogna contribuisce con il 25% all'export spagnolo, grazie a banche, agroalimentare, chimica e auto. Nessuno ha mai trovato la chiave per disinnescare un conflitto secolare che ciclicamente si riaccende.

Le forze politiche nazionali, anche quelle di opposizione a Rajoy, si sono schierate per l'unità: un sollievo per il premier spagnolo, che poteva trovarsi di fronte a un tentativo di strumentalizzazione per far cadere il governo. Senza nessun colore politico, cerca di promuovere "la coesione e la convivenza tra i cittadini della Catalogna e tra questi e il resto degli spagnoli", facendo leva su chi crede in "una Catalogna integrata in una Spagna plurale". Che vanno dallo stato di emergenza fino ad arrivare alla sospensione dell'autonomia catalana con chiusura del Parlamento e scioglimento del governo.

In realtà, che oggi avvenga la proclamazione dell'indipendenza della Catalogna è soltanto uno dei possibili scenari. La terza e la quarta banca spagnola, Caixabank e Banco Sabadell, si sono spostate a Valencia e Alicante, per evitare di perdere la licenza bancaria concessa dalla Bce in caso di indipendenza.