Confiscati beni per 5 milioni di euro a un dentista

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La polizia e la guardia di finanza di Caltanissetta confiscano definitivamente beni per un valore di oltre cinque milioni di euro riconducibili al dentista niscemese Giuseppe Amedeo Arcerito, appartenente a Cosa nostra. Le indagini svolte hanno permesso di accertare che Arcerito non possedeva affatto la capacità economica per acquisire tutti quei beni, se non ricorrendo a risorse alternative illecite. A eseguire il provvedimento sono stati gli agenti della polizia e i militari della Guardia di finanza di Caltanissetta.

In totale i beni oggetto del decreto di confisca definitivo sono 55, cinquantuno dei quali beni immobili (2 fabbricati, 15 terreni e 34 capannoni) e 4 beni mobili registrati (un'autovettura e 3 mezzi agricoli), per un valore complessivo stimabile in circa 5.200.000 euro. Più volte è stato raggiunto da provvedimenti restrittivi nell'ambito delle operazioni "Ricostruzione" del 2001 e "Parabellum" del 2011.

Con l'accusa di associazione mafiosa, nel 2003 è stato condannato a tre anni (sentenza passata in giudicato) perché ritenuto ai vertici locali di Cosa nostra. Attualmente risulta sottoposto all'obbligo di dimora e di firma a Niscemi. Nei suoi confronti gli inquirenti hanno proposto la sorveglianza speciale.