Giornalista italiano arrestato in Venezuela

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"Agli sforzi della Farnesina per la liberazione di Roberto Di Matteo - aggiungono - e' necessario che segua la mobilitazione delle organizzazioni internazionali per far cessare le intimidazioni e gli arresti di giornalisti da parte del regime del presidente Nicolas Maduro, da tempo impegnato a rimuovere con ogni mezzo non soltanto qualsiasi forma di dissenso, ma anche ogni iniziativa tesa a informare l'opinione pubblica interna e internazionale sulle condizioni in cui versa il Paese".

Il sito venezuelano El Nacional riferisce che la notizia è stata diffusa dall'Unione Nazionale dei Lavoratori della Stampa e dall'organizzazione Espacio Publico.

La Farnesina ha fatto sapere che l'ambasciata italiana a Caracas, in stretto raccordo con Roma, sta seguendo il caso di Di Matteo fin dal primo momento, in stretto contatto con le autorità locali, e la rappresentanza diplomatica italiana si è attivata per prestare al giornalista tutta l'assistenza necessaria. Gli altri due giornalisti fermati sono lo svizzero (ticinese) Filippo Rossi ed il venezuelano Jesus Medina. A denunciarne la scomparsa è stato il sindacato dei giornalisti venezuelano.

Secondo quando scrive sul Giornale lo storico inviato di guerra del quotidiano milanese, Fausto Biloslavo, i tre cronisti erano da una settimana in Venezuela per realizzare un reportage non solo sul fronte anti governativo, ma pure sui gruppi chavisti che appoggiano il governo autoritario di Nicola Maduro.

Sembra che l'obiettivo fosse intervistare uno dei capi dei detenuti nel carcere di Aragua, meglio conosciuto come Tocoron, un luogo molto pericoloso.

I tre sono stati fermati dalla Guardia Nazionale Bolivariana e non si hanno loro notizie da ieri pomeriggio.