'Un errore la fascia a Bonucci', lo sfogo di Berlusconi

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Nessun contatto, nessuna chiamata, nulla di nulla. Silvio Berlusconi non le ha mandate a dire, bocciando impietosamente l'intero progetto del 'nuovo corso' rossonero, quello che egli stesso ha affidato a Yonghong Li, Fassone e Mirabelli.

Silvio Berlusconi è tornato a parlare di Milan: "È un pezzo del mio cuore e della mia vita, vorrei andasse bene - le parole raccolte dal Corriere della Sera -".

Eppure Berlusconi dovrebbe sapere che la squadra che è arrivata in mano alla nuova proprietà, per una sconveniente serie di errori della vecchia dirigenza e di mancanze della precedente proprietà, era un ammasso di giocatori senza prospettive e senza identità e che proprio per questo motivo era necessaria un'operazione di tabula rasa indispensabile per ripartire.

Se i risultati non esaltanti di questo avvio di campionato sono sotto gli occhi di tutti, il Cavaliere è ancor più preoccupato per l'esposizione finanziaria del club e, in più, per come sono stati spesi i soldi della campagna acquisti. Non si era mai visto in una squadra il cambio di 11 giocatori. Ed invece sembra che tutti si siano dimenticati dell'ex presidente, soprattutto ai piani alti.

Nei 31 anni del suo regno, ha sempre detto l'ultima sull'allenatore a cui affidare la squadra.

Volevo che sulla panchina restasse Brocchi.

Berlusconi ricorda i confronti con Montella: "Gli davo consigli e mi rispondeva che la formazione la faceva lui".

"Spiegatemi come possono finire spesso in panchina Suso e Bonaventura, che sono poi i due calciatori tecnicamente più dotati" prosegue il Berlusconi-allenatore che, negli anni, si è più volte intromesso nelle scelte tecniche di diversi allenatori, "e come si può fare sempre il solito gioco sulle fasce, per il solito cross in area. Mah". Per segnare andrebbero sfruttate le qualità dei due cercando le linee di passaggio interne.