Filippo Magnini e Michele Santucci indagati dalla procura del Coni per doping

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La procura Nado - a quanto si apprende - contesta a Magnini la violazione degli art.2.2 (uso o tentato uso di sostanze dopanti) e 2.9 (favoreggiamento) del codice Wada, a Santucci l'uso e tentato uso. Si tratta di un atto dovuto dalla procura della Nado Italia dopo che i nomi dei due nuotatori erano finiti nell'inchiesta sul nutrizionista circa un presunto commercio di anabolizzanti e sostanze contraffatte provenienti dalla Cina.

Filippo Magnini e il collega Michele Santucci sono indagati dalla Procura antidoping di Nado Italia.

La Procura di Pesaro tenne poi a precisare che alcuni dei prodotti sequestrati erano stati effettivamente offerti a Magnini, "ma in base alle evidenze dell'indagine non risulta assunzione da parte dell'atleta". Adesso il caso è stato riaperto dalla Procura antidoping. Filippo è stato due volte campione del mondo e ha vinto 17 ori nelle competizioni europee, Michele invece ai mondiali ha conquistato il bronzo e l'oro, ed è salito sul gradino più alto del podio anche agli europei giovanili. Intercettato e pedinato, Magnini non avrebbe né ricevuto né usato la sostanza. La posizione del nuotatore, perciò, era stata archiviata per assenza di prove anche a seguito di intercettazioni e pedinamenti. In quell'occasione Magnini si era mostrato molto sereno e contento per l'esito delle indagini.