Cirio, condanna definitiva per Geronzi

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La Corte di Cassazione ha però confermato la condanna a quattro anni di reclusione per Cesare Geronzi per il crac Cirio dopo i primi due gradi di giudizio che avevano già stabilito la medesima condanna: visto che però i primi 3 anni sono coperti dall'indulto, l'ultimo che rimane potrebbe essere "risolto" con la condizionale, e dunque Geronzi non andrà in carcere. Infatti ben tre di essi sono coperti da indulto. Sorte diversa invece per l'ex patron Cirio, Sergio Cragnotti per il quale, come spiegano i legali, Massimo Krogh e Paolo Panella "la Cassazione ha disposto l'annullamento con rinvio della sentenza d'appello per l'imputazione più grave, vale a dire la vicenda di Bombril".

Per l'avvocato difensore di Sergio Cragnotti si tratta di "un risultato straordinario". In primo grado Geronzi era stato condannato a 4 anni, pena poi confermata in appello e cassazione.

Geronzi, che oggi ha 82 anni, è stato per decenni uno dei principali esponenti della finanza italiana, in particolare di quella romana che spesso, per via dei suoi collegamenti con la Chiesa, viene definita "cattolica", in opposizione alla finanza delle grandi banche del nord Italia, a lungo soprannominata "finanza laica".