Banche ancora in rosso, potenziale impatto da orientamenti Bce

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Timori per l'eccesso di regolamentazione.

Le banche italiane gambe all'aria: tutta colpa dei crediti deteriorati e della "consultazione" della Vigilianza della Bce, guidata da Danièle Nouy, che deve decidere su come considerare in bilancio il "fardello indigesto". Non a caso i titoli bancari a Piazza Affari sono in forte ribasso (le Borse oggi). Si segnalano i pesanti ribassi di *Creval *(-8,19%) dopo che Moody's ha ridotto il rating da Ba1 a Ba2.

Gli analisti ricordano che le banche italiane hanno compiuto importanti passi avanti sui deteriorati che però sono ancora al 16% circa (in termini di NPE ratio complessivo di Unicredit, Intesa, Mps, Ubi Banca, Banco BPM e Bper) con coperture delle inadempienze probabili (unlikely-to-pay) e delle esposizioni scadute (past due, ossia esposizioni scadute e sconfinate da più di 90 giorni) ancora troppo basse, rispettivamente al 36 e al 26 per cento. Creval ha chiuso il primo semestre 2017 con una perdita netta di 197 milioni, a seguito di maggiori rettifiche su crediti per 369 milioni (+143,1% rispetto al pari periodo 2016), inclusive di 229 milioni di minusvalenze per la cessione del portafoglio da 1,4 miliardi di crediti deteriorati. Se la Banca centrale europea deciderà di svalutare i crediti "non performing" (quelli che non vengono onorati o restituiti), gli istituti andranno incontro a un 2018 da incubo, visto che saranno chiamate a coprire gli ammanchi in bilancio anno dopo anno. In sostanza dopo sette anni un credito deteriorato secured andrebbe azzerato, nonostante la presenza di garanzie. Riguardo alle sofferenze non garantire, le unsecured invece, "basteranno due soli anni di permanenza alla voce NPL per richiedere accantonamenti integrali". Le nuove linee guida si applicheranno ai prestiti che sono classificati come non in esecuzione a partire da gennaio e per quanto questi nuovi parametri non siano vincolanti, le banche "sono tenute a spiegare eventuali deviazioni" e a presentare un rapporto di conformità almeno annualmente.