Quattro casi di malaria in Puglia. "Malattia contratta in Italia"

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I quattro braccianti marocchini, in età fra i 21 e i 37 anni, sono ricoverati in isolamento nel reparto malattie infettive del "Moscati" di Taranto. La situazione è comunque sotto controllo, non c'è alcun rischio di tipo sanitario e tre dei quattro sono già completamente fuori pericolo. Lavorano in territorio di Ginosa Marina. "Ne consegue, quindi, che la malattia l'hanno contratta qui".

Dopo il caso non ancora risolto della piccola Sofia di Trento, poi morta a Brescia a causa proprio del Plasmodium falciparum, l'esperto ricorda che vi sono stati due casi simili in Francia e che dunque "vi è il sospetto che in circostanze particolari possa avvenire una trasmissione della malattia".

Contemporaneamente sono scattate due diverse indagini: da un lato quella clinica che ha confermato l'ipotesi della malaria, dall'altro si punta a ricostruire gli spostamenti dei quattro stanieri per comprendere come e quando abbiano contratto una malattia che in Italia era stata debellata.

"Le persone in questione - dice Rossi - lavoravano nelle campagne di Ginosa, in località Pantano, e siccome la malaria si contrae attraverso le zanzare, è evidente che va fatto un accertamento sulle condizioni di lavoro in cui si trovavano questi migranti". Il Servizio Veterinario dell'Asl di Taranto ha inoltre messo in atto tutti gli interventi di tutela della salute e gli approfondimenti entomologici del caso, utilizzando la necessaria strumentazione utile alla ricerca delle zanzare del genere 'Anopheles' nell'area di interesse. Sulla provenienza delle zanzare che hanno provocato la malattia, il ministro ha affermato che può trattarsi di insetti autoctoni così come di zanzare trasportate in valigia e che per il momento si attendono i risultati degli accertamenti. "L'accertamento presuppone che si catturino anche le zanzare e si inviino poi all'Istituto zooprofilattico per ulteriori verifiche".