Roma, scontri per assegnazione casa popolare: arresti e feriti

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Questa mattina, circa trenta attivisti sostenitori di Forza Nuova hanno impedito ad una famiglia italiana di origine eritrea di entrare nell'appartamento popolare di proprietà dell'Ater, regolarmente assegnatogli dopo lo sgombero dei precedenti occupanti. Sono intervenute le forze dell'ordine contro cui i neofascisti si sono scagliati: tre agenti sono rimasti feriti da una sassaiola.

Fermati cinque militanti di estrema destra, tra cui il leader del movimento a Roma Giuliano Castellino, che il prossimo 2 ottobre dovrà comparire in tribunale per un'udienza per l'approvazione o meno di un provvedimento di sorveglianza speciale per pericolosità sociale a suo carico. Hanno ferito alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine. La famiglia assegnataria, composta da madre, padre e un bambino piccolo, è andata via dal quartiere dopo gli scontri. Gli arresti sono stati eseguiti per lesioni, resistenza e percosse a pubblico ufficiale. Sono al vaglio degli inquirenti le immagini della polizia scientifica per individuare altri colpevoli e responsabilità.

Scontri tra la polizia e alcuni residenti e militanti di Forza Nuova contro l'assegnazione di una casa popolare a un italiano di origine eritrea, in uno dei palazzoni in via Giovanni Porzio, 55, tra il Tufello e Corviale. Forza Nuova supportava i riottosi: "Sosterremo con forza la rivolta popolare per la difesa di Roma contro chi vuole farci diventare minoranza a casa nostra". Poi la brutale aggressione a calci e pugni. "Non c'è posto per te, lascia stare", gli hanno risposto.

A dicembre 2016, invece, alcuni abitanti di via Filottrano, a San Basilio, erano scesi in strada per impedire che la famiglia assegnataria, marito e moglie con tre bambini di cittadinanza marocchina, prendesse legittimamente possesso di un alloggio Ater.