"Riprendiamoci la libertà": corteo contro la violenza sulle donne

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Quest' oggi nella sede della cittadella regionale, si è svolta la conferenza stampa presieduta dall'Assessore al Welfare, Federica Roccisano e alla presenza della dirigente del settore Pari Opportunità, Edith Macrì e il direttore generale del dipartimento lavoro e politiche sociali, Fortunato Varone la presentazione dell'Avviso pubblico regionale per il finanziamento di progetti per la realizzazione delle azioni di formazione al personale sanitario e socio-sanitario dei presidi di emergenza e dei Pronto Soccorso nell'ambito del Piano per il contrasto alla Violenza Sessuale e di Genere adottato con DPCM del 7 luglio 2015 n. 1861. I partecipanti sono invitati a portare con sè un accessorio (cappello, scarpe, foulard, borsetta o altro) di colore rosso, e un libro significativo sul tema.

"Il Direttivo e tutte le operatrici del Centro contro la violenza alle donne del Telefono Rosa Piacenza, si dissociano fortemente dai contenuti e dalle modalità delle scritte apparse dai giorni scorsi su alcuni muri del centro città". "La Cgil scende in campo contro la violenza sulle donne".

Avete tolto senso alle parole quando difendete il vostro essere uomini, senza pensare all'ulterior e violenza che infliggete: donne nuovamente vittime, oggetto dei vostri conflitti di supremazia. Siamo uscite dal silenzio, abbiamo detto se non ora quando ed ancora nonunadimeno.

Ci vogliamo riprendere il giorno e la notte, perché non c'eÌ€ un "mostro" o "un malato" in agguato, ma solo chi vuole il possesso del nostro corpo, della nostra mente, della nostra libertaÌ€. Le parole sono armi, sono pesanti lasciano tracce profonde ed indelebili, determinano l'humus in cui si coltiva la "legittimità" della violenza, la giustificazione dell'inversione da vittima a colpevole.

- La convenzione di Istanbul è citata, ma non applicata, farlo!

- Agli operatori della comunicazione tutti, chiediamo che ci si interroghi e si decida sul senso dell'informazione, sul peso delle parole ed esigiamo la censura di chi si bea della cronaca morbosa. Un fenomeno che va contrastato con forza e chiarezza. "Gli uomini non violenti sono i nostri alleati e possono contribuire nell'abbattimento di stereotipi e pregiudizi dai quali ha origine la violenza contro le donne".