Doping, quattro arresti a Foggia Nel 2016 morì un bobybuilder

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Un'indagine complessa, maturata in condizioni di estrema omertà a seguito della denuncia presentata dal padre di Racano, mentre il figlio era ricoverato in gravissime condizioni di salute, nel policlinico foggiano e poi in quello barese, prima di morire il 17 aprile dello scorso anno. Le indagini si erano concentrate sul preparatore atletico del giovane e su altre persone che gravitano nel mondo del bodybuilding e aveva portato anche al sequestro di 300 fiale di anabolizzanti nella palestra frequentata dal 30enne. Ma le indagini sono proseguite senza sosta, grazie alla tenacia e alla determinazione degli investigatori che volevano andare a fondo di un'attività illecita, costata la vita ad un giovane sportivo.

Stessa situazione per BRUNO Domenico che, in un locale interrato in via Natola, di proprietà del padre, nascondeva un gran numero di confezioni di farmaci dopanti illegali, rinvenute e sequestrate.

I quattro arrestati sono ritenuti responsabili di violazione della normativa anti doping, in particolare del reato di commercio di farmaci attraverso canali diversi dalle farmacie aperte al pubblico.