Codice antimafia, la legge contro la criminalità

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Un "atto di responsabilità politica importante, un deciso passo migliorativo nell'azione di prevenzione e di contrasto alle mafie e alla corruzione".

Il disegno di legge, divenuto legge in sede di terza lettura alla Camera, allarga i soggetti possibili destinatari di misure di prevenzione: non solo chi è coinvolto in realtà mafiose, ma anche chi commette reati contro la pubblica amministrazione, quali peculato, corruzione e concussione, se realizzati in forma associata. Soddisfazione, invece, nelle parole della presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi: "È un regalo al Paese", ha dichiarato.

Già con il "pacchetto sicurezza" del 2008/2009 la confisca patrimoniale era stata estesa a reati non strettamente legati alla mafia tradizionale, legati alla criminalità organizzata straniera e all'immigrazione. Contrari Forza Italia e Fratelli d'Italia. Nel 25esimo anniversario delle stragi di Capaci e di via d'Amelio e nel 35esimo anniversario dell'approvazione della legge "Rognoni-La Torre" non poteva esserci modo migliore per onorare tutte le vittime innocenti delle mafie. "Chiediamo al governo di venire in Aula per ribadire l'impegno assunto dal ministro Orlando a modificare il Codice antimafia- dice il berlusconiano - Più volte, infatti, è stato assicurato, di seguito alle autorevoli e plurime critiche, che sarebbe stata corretta la barbarie che vede di fatto equiparati i reati comuni a quelli di mafia".

PROCEDIMENTI PIÙ TRASPARENTI - Il procedimento di applicazione delle misure di prevenzione è reso più trasparente, garantito e veloce (trattazione prioritaria con rafforzamento delle sezioni competenti, copertura immediata delle vacanze, relazioni periodiche sull'operatività delle sezioni, utilizzo delle videoconferenze, immediata decisione sulle questioni di competenza).

Per l'adozione delle misure di prevenzione è stato disposto il passaggio della competenza dal tribunale del capoluogo di provincia al tribunale del distretto, dove vengono istituite sezioni o collegi giudicanti specializzati, appunto, nelle misure di prevenzione. Sarà possibile allargare la confisca anche nel caso in cui il patrimonio dell'autore del reato è sproporzionato rispetto al reddito e il condannato non è in grado giustificare la provenienza dei beni. Il governo dovrà disciplinare un regime di incompatibilità da estendere ai curatori fallimentari: stop a chi ha parentela, affinità, convivenza o assidua frequentazione con uno qualunque dei magistrati dell'ufficio giudiziario che conferisce l'incarico. Alla scadenza, può essere revocata e trasformata in controllo giudiziario. Pesante giro di vite anche sugli incarichi ai parenti, con il testo di legge a stabilire "maggiore trasparenza nella scelta degli amministratori giudiziari, con garanzia di competenze idonee" e "rotazione negli incarichi". Viene modificato il procedimento di nomina e revoca dell'amministratore giudiziario di beni confiscati: l'incarico non potrà essere dato a parenti né a "conviventi e commensali abituali" del magistrato che lo conferisce.

AZIENDE SEQUESTRATE: Aiuto alle imprese sequestrate: 10 milione di euro l'anno per proseguire l'attività e la salvaguardia dei posti di lavoro. Gli imprenditori del settore matureranno, dopo un anno di collaborazione, un diritto di prelazione in caso di vendita o affitto dell'azienda e la possibilità di un supporto tecnico gratuito. Al contempo, viene riorganizza l'Agenzia nazionale per i beni confiscati, che rimane sotto la vigilanza del ministero dell'Interno, dotata di un organico di 200 persone.

Lo stesso potrà essere chiesto volontariamente anche dall'impresa che abbia impugnato l'informazione antimafia interdittiva che la riguarda. Ridefiniti i compiti, potenziata l'attività di acquisizione dati e il ruolo in fase di sequestro con l'obiettivo di consentire un'assegnazione provvisoria di beni e aziende, che l'Agenzia può anche destinare direttamente a enti territoriali e associazioni.