Caso Cucchi, spunta il nuovo testimone: "Stefano non si reggeva in piedi"

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Lo ha detto Fabio Anselmo, avvocato della famiglia Cucchi, nel corso di una conferenza stampa, tenuta insieme ad Ilaria, la sorella del geometra romano morto nel 2009, e a Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani del Senato. Prima non aveva parlato o lo aveva fatto solo parzialmente - conclude Anselmo - perché in quel momento chi osasse puntare il dito contro quella tesi veniva additato o indagato o addirittura rischiava la condanna per calunnia. "Nella deposizione parla di uno Stefano che non si reggeva in piedi con buona pace di coloro, periti compresi, che parlavano di lesioni dolose lievi", ha aggiunto l'avvocato della famiglia Cucchi. Il nuovo processo, in programma venerdì 13 ottobre, vede imputati cinque carabinieri accusati di aver colpito Cucchi con schiaffi, pugni e calci, facendolo cadere e procurandogli lesioni.

Il processo si aprirà il prossimo 13 ottobre nell'aula bunker di Rebibbia. Per il pm Giovanni Musaró, proprio il brutale pestaggio avrebbe causato la rottura di una vertebra e la lesione delle radici posteriori del nervo sacrale, con conseguente "ritenzione urinaria e bradicardia giunzionale". "E sarà un processo che potrà dimostrare a me e a tutti noi che la giustizia può essere davvero giusta e uguale per tutti". Il maresciallo Roberto Mandolini, comandante interinale della stazione di Roma Appia, risponderà di calunnia e falso, lo stesso Tedesco e Vincenzo Nicolardi di calunnia nei confronti di tre agenti della penitenziaria che furono processati per questa vicenda e poi assolti in maniera definitiva.

Alessio Di Bernardo, Raffaele D'Alessandro e Francesco Tedesco rispondono di omicidio preterintenzionale. Tutti erano stati assolti perché, secondo il giudizio di secondo grado, "Cucchi morì per 'inanizione' e non si sarebbe salvato". Nella stessa conferenza è intervenuta anche Ilaria Cucchi, presentando la terza edizione del memorial dedicato al compianto fratello, che si terrà domenica al Parco degli Acquedotti. E soprattutto giustizia per Stefano nel nome di tutti gli altri Stefano che non arrivano nemmeno ad avere dei processi.

I proscioglimenti erano stati annullati con rinvio alla Corte d'Appello. Nonostante la prescrizione, si è trattato di una "vittoria morale", come l'ha definita il legale dei Cucchi, Fabio Anselmo. "Oggi, ovviamente, abbiamo a che fare con una realtà completamente diversa".