Vertici M5s blindano Di Maio, grande freddo degli ortodossi

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Il Movimento 5 Stelle prepara la sua campagna d'autunno dopo il bagno di folla nell'Italia a 5 Stelle che ha incoronato Luigi Di Maio, vicepresidente del Senato. Parole che suonano come l'ennesima stoccata per le richieste dell'ala ortodossa, sempre più convinta che a fare da "controllore" al candidato premier debba esserci una persona o un organo super-partes.

All'indomani delle primarie, Beppe Grillo si è affrettato a rassicurare tutti, smentendo ogni possibile manomissione. R0gue_0, l'hacker che venerdì aveva violato il sistema operativo Rousseau durante la votazione per la scelta del candidato premier del Movimento 5 stelle, è tornato sul sito grillino per dimostrare che i suoi annunci di ieri mattina - quando ha detto di aver votato decine di volte introducendosi con i profili di militanti grillini - non erano vanterie. Perché un uomo libero di vivere da tutto ciò che può anche al proprio Paese.

E allo stesso tempo ci pensa anche Di Maio a spegnere le ambizioni regolamentari degli ortodossi: "Il ruolo di Grillo sarà quello di Garante delle regole, la mia funzione è presentare le liste, il programma, e portare avanti la linea politica", chiarisce a El Pais. "Ed è obbligatorio restare compatti", spiega il "Dibba" pubblicando il discorso che avrebbe detto a Rimini. Ho fiducia in Luigi, anche lui si è caricato il Movimento sulle sue spalle.

E Di Battista sembra quasi confermarlo: "Io non sono un moderato, moderati si muore".

Di Maio punta alto, invia un messaggio a Trump che sin dall'inizio del suo mandato batte cassa sulla Nato e chiede che i membri europei paghino di più.