Sberle per Trump: no abolizione Obamacare e Moore vince primarie Gop Alabama

Regolare Commento Stampare

Il leader della maggioranza repubblicana alla Camera Alta, Mitch McConnell, ha ufficialmente 'rinunciato' all'ennesimo tentativo di approvare una proposta di legge per la revoca e la sostituzione dell'Obamacare, cancellando la votazione di un nuovo testo prevista per questa settimana, dopo la conferma che il Grand Old Party non dispone dei voti necessari per approvarlo.

Una giornata totalmente da dimenticare quella vissuta ieri dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che nel giro di poche ore, si è visto "recapitare" due schiaffoni sonanti da uomini del suo stesso partito: in Alabama, le primarie repubblicane sono state vinte da Roy Moore, rivale del candidato spalleggiato dal tycoon newyorchese, Luther Strange. "L'establishment del partito repubblicano è in ginocchio", ha affermato Bannon parlando di "vittoria a mani basse". Trump ha reagito minacciando di accordarsi con i democratici, ma è una minaccia debole: la sua popolarità è ai minimi storici (solo il 39% degli americani approva la sua azione) e ai democratici non conviene cancellare uno dei punti qualificanti della presidenza di Obama per aiutare un avversario in difficoltà, solo per perdere consensi.

Il prossimo 12 dicembre Moore se la dovrà vedere con il democratico Doug Jones, ex procuratore dell'Alabama, per la conquista del seggio in Senato lasciato libero da Jeff Sessions, entrato nel governo Trump con la carica di ministro della giustizia.

La decisione è stata presa dopo l'ultima defezione nel partito, quella della senatrice Susan Collins pronta a votare contro il disegno di legge Graham-Cassidy così come altri tre repubblicani al Senato: Rand Paul, John McCain, Ted Cruz. Secondo molti, Trump ha appoggiato l'esponente repubblicano in cambio dell'impegno a portare avanti in Congresso l'agenda della Casa Bianca.